Democratica

12 feb 2018

Della Redazione Di Democratica

n. 124 lunedì 12 febbraio 2018
“Grazie Pierfrancesco. Te lo dico da persona che il teatro lo ama con tutto se stesso, più che ogni altra cosa al mondo”. (Stefano Massini a Pierfrancesco Favino)
Scrocconi, truffatori, massoni
Cinque Stelle Da Dessì al caso Cecconi-Martelli (e forse Lezzi), dalla Cunial a Vitiello:
le liste grilline sono piene di impresentabili. Altro che onestà-onestà


PAGINA 2-3
L’EDITORIALE /2
L’EDITORIALE /1

VERSO IL 4 MARZO
Renzi e Minniti:
“Noi, unico argine
ai profeti della paura”
I giovani al centro
del programma del Pd
I deliri fascio-leghisti
sul Museo Egizio
Elena Bonetti
Stefano Esposito
Più forte, più giusta. L’Italia. Per tutti. Il programma con cui ci presentiamo alle prossime elezioni politiche si basa sulla volontà di creare una nuova alleanza con il Paese e nel Paese, per rendere universale ciò che per troppo tempo è stato per pochi. Tra gli esclusi, i giovani sono spesso indicati dagli analisti come vittime principali delle dinamiche disgregative sociali ed economiche degli ultimi anni, che hanno rischiato di mettere al bando un’intera generazione.
Torino è teatro di una discussione surreale, innescata da Giorgia Meloni e da Matteo Salvini, culminata venerdì scorso con un’accesa discussione davanti alle telecamere con Christian Greco, direttore del museo Egizio e la leader di Fratelli d’Italia. L’iniziativa che ha scatenato il peggiore atteggiamento fascista è la promozione del museo di offrire un biglietto gratis a tutte le coppie di lingua araba che si recano all’Egizio.
PAGINA 6
PAGINA 3
ALLE PAGINE 4-5
Movimento 5 stelle
I candidati (impresentabili) di Di Maio
Emanuele Dessì – Candidato collegio
plurinominale Lazio 3
Balzato agli onori della cronaca per un video che lo ritraeva mentre ballava con Domenico Spada, ex pugile condannato a sette anni per usura, si è poi scoperto che era solito usare la violenza fisica come modalità di confronto. Dulcis in fundo: risiede in una casa popolare con affitto concordato per la bellezza di… 7 euro al mese
“Genocidio gratuito. Ricorda la politica che prevedeva l’eutanasia di massa che doveva portare ad una rigenerazione genetica”. Così Sara Cunial parlava dei vaccini in un post su Facebook. La candidata era stata esclusa dalle liste del M5s, per poi essere riammessa con la promessa di non occuparsi più di vaccini.
Sara Cunial – Candidata collegio plurinominale Veneto 2
Andrea Cecconi – Candidato collegiouninominale Pesaro e plurinominale Marche Nord
Finito nella bufera per irregolarità nel versamento dei contributi sul conto per il microcredito previsto dal M5s, il parlamentare grillino si è dato alla macchia per alcuni giorni, salvo poi ricomparire dopo che ha saputo dell’uscita di un servizio delle Iene sulla vicenda. Ha detto che si dimetterà una volta eletto…
Stessa situazione del suo collega Cecconi. Anche lui ha dichiarato che rinuncerà all’elezione, ottenendo il plauso di Di Maio. Peccato che la procedura non sia così scontata come vogliono far credere il vertici del Movimento. Una rinuncia dovrà essere infatti votata sia dalla Camera che dal Senato.
Carlo Martelli – Candidato collegio
plurinominale Piemonte 2
Lello Vitiello – Candidato collegio
uninominale Campania 3
“Non ho alcuna intenzione di ritirare la mia candidatura”. Così Lello Vitiello, candidato grillino con un passato da militante massone (che lui definisce un hobby) ha rispedito al mittente la richiesta di passo indietro da parte di Di Maio. Lo stesso Di Maio che amava dire: “Non candideremo chi ha aderito alla massoneria”.
Chi sarà il prossimo
I deliri fascio-leghisti sul Museo Egizio
Torino è teatro di una discus­sione surreale, innescata da Giorgia Meloni e da Matteo Salvini, culminata venerdì scorso con un’accesa discus­sione davanti alle telecamere con Christian Greco, direttore del museo Egizio e la leader di Fratelli d’Italia. L’i­niziativa che ha scatenato il peggiore at­teggiamento fascista è la promozione del museo di offrire un biglietto gratis a tut­te le coppie di lingua araba che si recano all’Egizio. I fascio leghisti hanno subito at­taccato definendo “delirante e discrimina­toria nei confronti degli italiani” ma non contenti hanno pure inscenato una finto dialogo telefonico col Museo, taroccan­do la voce di un operatore del prestigioso museo. Beccati, è partita la denuncia e ora sarà la magistratura a verificare i fatti.
Il direttore Greco giustamente ha ri­battuto che la protesta del partito Fratelli d’Italia non è niente altro che una “pura strumentalizzazione politica”. Ma proce­diamo con ordine. La promozione è solo una delle tante iniziative messe in campo dal museo torinese per aumentare il flusso dei visitatori e rientra in una precisa cam­pagna di comunicazione che mira ad avvi­cinare all’istituzione anche quella fetta di popolazione di lingua araba presente sul territorio. Così come, sempre il museo nel­la sua autonomia, ha deciso di promuove­re l’ingresso di studenti e per le coppie in vista di San Valentino.
Giorgia Meloni ha defini­to “delirante” ed ha invitato gli italiani a protestare in difesa dei va­lori della patria. Peccato che l’unico deli­rio sia il suo, con un atteggiamento razzi­sta e, come se non bastasse, ieri ha pure rincarando la dose minacciano lo stesso direttore del Museo di cacciarlo in un im­possibile “governo di patrioti”. Alla Melo­ni ha fatto eco l’alleato Salvini che ha chie­sto le dimissioni. Il museo egizio è di tutti, e con buona pace di Lega e Fratelli d’Italia, che il patrimonio dell’umanità custodito all’interno proviene da una zona di lingua araba e che nelle città esistono cittadini che parlano la stessa lingua. Avvicinare le persone a qualsiasi Museo è una pratica giusta e meritevole, chi minaccia epura­zioni e cacciare visitatori è fuori dalla sto­ria, o meglio guarda a un periodo dove i libri che non piacevano venivano bruciati e le persone perseguitate per le idee non allineante.
Alla politica non è tutto conces­so. Se dei leader politici, evi­dentemente poco informati, sparano contro un’istitu­zione culturale di livello mondiale la reazione non può essere morbi­da.
Forse anziché stare al sit-in con lo striscio­ne farneticante sarebbe stato meglio varcare il portone del Museo, forse avrebbero scoperto il pa­trimonio culturale custodito e la loro provenienza, un paese arabo. Non tutto vale in campagna elettorale, a meno che si decida di abban­donare il senso del ridicolo.
Stefano Esposito
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Avvicinare le persone alla cultura è una pratica giusta. Con buona pace di Salvini e Meloni
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Verso il 4 marzo
Renzi e Minniti:
Pd unico argine
ai profeti della paura
Weekend ricco di iniziative elettorali per il segretario del Pd Matteo Renzi, impegnato sabato a Perugia (dove è candidato come capolista nel collegio plurinominale al Se­nato), domenica nella sua Firenze (dove corre nel collegio uninominale, sempre a Palazzo Madama) e, sempre nel capoluogo toscano, oggi insieme al ministro dell’Interno Marco Minni­ti.
Nelle due iniziative, molto di­verse tra loro ma accomunate dal­la stessa idea di fondo, e cioè dalla necessità di parlare di cose reali, di programmi fattibili, di futuro e di speranza.
“Vorrei ripartire qui oggi – ha det­to a Perugia – in questi ultimi giorni di campagna elettorale, dal senso della squadra. Quel senso della squadra o lo tiriamo fuori adesso o rimpiangeremo per cinque anni la mancanza di fiducia, la man­canza di coraggio, la mancanza di entusiasmo”.
Renzi risponde
su Macerata
Su Macerata il segretario del Pd ha ricordato come “a Macerata Luca Traini spara a sei ragazzi di colore, e spara alla sede del Pd ad altezza d’uomo. Fortunatamente era sa­bato e non c’era nessuno. Il Pd è preso a pistolettate per quello che ha fatto e per i suoi valori. E sen­to gente che dice che ‘però il Pd, la reazione del Pd, è colpa del Pd…’. Ormai il Pd – è stata la constatazio­ne di Renzi – è punto di riferimen­to di ogni problema”.
No ai profeti della paura
“È facile scommettere sulla paura, è redditizio – ha aggiunto -. Parli alla pancia delle persone, usando per i migranti le stesse parole che venivano utilizzate negli anni ’20 negli Usa contro gli italiani. Chi scommette sulla paura forse vince nel breve periodo, ma non può go­vernare un Paese”.
Gli impresentabili M5S
“Noi – ha tenuto a rimarcare il leader dem – dei nostri candidati non ci vergogniamo, siamo talmente trasparenti che mettiamo facce e nomi di chi eleggiamo, non facciamo il gioco delle tre carte. L’unico che non si presenta è Di Maio, né alla Camera né ai confronti televisivi”.
Pd unico argine al populismo
Parlando nel corso di un pranzo elettorale svoltosi a Lastra a Signa, alle porte di Firenze, ribadisce il concetto di voto utile ri­volgendosi agli elettori a sinistra del Pd e ai moderati: “C’è della gente che, magari, vuole votare la sinistra radicale o che vuole votare i moderati. A loro dico: Ma voi siete pronti a un governo che vada a trazione leghista, a un governo in cui Salvini dà le carte, a un governo con Casapound che dà l’appoggio esterno? Oppure voi moderati e voi sinistra radicale capite che il Pd, an­che se qualcuno non vi sta simpaticissimo, è l’unica alternati­va?’. Il Pd – conlcude Renzi – è l’unico argine al populsimo”.

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La campagna elettorale
del Pd

Verso il 4 marzo

Gentiloni: governo a guida Pd, un bene per l’Italia
“La nostra coalizione nelle ultime settimane ha recupe­rato qualche punto nei confronti del centrodestra, e questo è un bene per l’Italia”. La sfida è dunque aper­ta, parola di Paolo Gentiloni. Nel suo intervento alla presentazione del programma di Civica popolare, il premier ha sot­tolineato la necessità di “aprire una stagione di nuove riforme non dilapidando quanto fatto finora”.
L’affondo al leader della Lega sulla sicurezza
La stoccata alla Lega di Salvini: “È meschino e irresponsabile soffia­re sulla paura degli italiani. Il bisogno di sicurezza dei nostri con­cittadini – riconosce il premier – non è fittizio, non è un’invenzione della propaganda populista, ma è meschino e irresponsabile soffia­re sulle paure degli italiani. Rassicurare è nel dna di una forza di governo”.
La sfida del lavoro
Dobbiamo lavorare sul tema cruciale: il lavoro, perché la sfida non è ancora vinta. Abbiamo fatto dei passi in avanti sulla regolamenta­zione, le misure che abbiamo adottato stanno spingendo, ma resta una grandissima incertezza. Abbiamo bisogno di qualità del lavoro e di salari più adeguati.
Rendere la nostra economia più inclusiva
“La sfida è quella di rendere la nostra economia più inclusiva, far sì che la crescita venga utilizzata a fin di bene”. “Si deve fare ancora di più – ha aggiunto Gentiloni – la crescita economica non è riuscita a ridurre le disuguaglianze, abbiamo bisogno di un’economia più inclusiva”.

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Programma Pd
I giovani al centro del Programma
del Pd (e del futuro del Paese)
Non si tratta di strategia elettorale. Vogliamo liberare il valore sociale di cui
i giovani sono portatori
Più forte, più giusta. L’Ita­lia. Per tutti. Il programma con cui ci presen­tiamo alle prossi­me elezioni politiche si basa sulla volontà di creare una nuova allean­za con il Paese e nel Paese, per rendere uni­versale ciò che per troppo tempo è stato per pochi. Tra gli esclusi, i giovani sono spesso indicati dagli analisti come vittime principali delle dinamiche disgregative sociali ed eco­nomiche degli ultimi anni, che hanno rischia­to di mettere al bando un’intera generazione.
Avere nel cuore il futuro significa però ri­schiare la sfida di ri-generare già oggi una comunità democratica nel Paese. Una comu­nità che necessariamente deve essere abi­tata, interpretata e vivificata dalle giovani generazioni. Non si tratta di una strategia elettorale per intercettare una percentuale di indecisi che i sondaggisti attribuiscono come significativa nella fascia di età giovani­le. Non si tratta di voler convincere i giovani, ma di provare a trovare una strada per coin­volgerli, nel cuore stesso della nostra comu­nità e del nostro progetto politico. Vogliamo liberare il valore sociale di cui i giovani sono portatori, attraverso scelte concrete, sosteni­bili e realizzabili.
Non abbiamo introdotto un capitolo di politiche giovanili, perché per noi i giova­ni non sono relegabili a “un tema” politico. Abbiamo osato un approccio nuovo, connet­tendo azioni del programma attraverso un filo rosso che lo attraversa e che è più che una chiave di lettura. Si disegna un proces­so politico che coinvolge i giovani in una nuova al­leanza generazionale che proponiamo al Paese, a servizio del futuro. Lo facciamo “Per i giovani, con i giovani. Per tutti”.
Il nostro programma è per i giovani: diamo loro credito e fiducia, offrendo op­portunità di formazione perso­nale e comunitaria, per promuove­re autentico protagonismo. Una politica per i giovani è una politica capace di prossimità, di accompagnamento, di processi educativi nel tempo. E’ una politica che si assume la responsabilità di sostenere i giovani nel dare forma e concretezza ai propri sogni, per libe­rare il meglio che ciascuno può essere.
Il nostro programma è con i giovani: chia­miamo i giovani ad esercitare in modo fat­tivo la propria cittadinanza contribuendo responsabilmente alla vita del Paese. La cit­tadinanza sancita dalla Costituzione si fon­da sull’inscindibilità tra diritti e doveri e chiama ciascuno a “concorrere al progresso materiale e spirituale della società”. Per que­sto il programma si costruisce su una forte dimensione comunitaria, tra generazioni e nelle generazioni, per attuare percorsi e re­lazioni che possano diffondere le cose nuove e buone. Una politica con i giovani ha a cuo­re il progetto di nuovi spazi e nuove forme di cittadinanza.
Il nostro programma è per tutti. Perché è la sfida del futuro quella che ci aspetta e ci chiede, con i giovani, di spenderci con la for­za coraggiosa e generosa di chi ha a cuore il bene per tutti. L’obiettivo è comune. Dare nuova vitalità all’Italia e all’Europa più forti e più giuste.
Per i giovani:
per il loro protagonismo
- il salario minimo garantito
- la formazione come diritto: codice personale di cittadinanza, welfare studentesco e borse di studio, nuovi percorsi di formazione professionalizzante
- pensione di garanzia per i giovani
Con i giovani:
con il loro contributo
- inserimento dei giovani nel mondo del lavoro (a tempo indeterminato), scendendo sotto il 20% di disoccupazione giovanile
- affitto 30-30: per sostenere l’autonomia dei giovani attraverso un reddito base di emancipazione
- servizio civile obbligatorio di un mese
Per tutti:
a servizio del Paese
- Stati Uniti di Europa
- Riconversione tecnologica e ecologica del tessuto produttivo urbano
- Nuovi e strutturali investimenti per la ricerca
Elena Bonetti
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Parlano i giovani
Oggi viene lanciato ufficialmente il programma del Partito Demo­cratico dedicato ai giovani. Sin dalla Conferenza Programmatica di Portici, noi Millennials, siamo stati coin­volti nella discussione e nella scrittura dei vari punti, tanto da aver presentato uffi­cialmente le nostre proposte.
Dietro quelle proposte c’è stato un lavo­ro grandissimo durato quasi due mesi che ha coinvolto tutti i ragazzi aderenti al pro­getto: abbiamo chiesto loro di scrivere una proposta che ritenevano importante per la loro generazione e dopo tante limature siamo giunti a 10 punti condivisi da tutti.
In questo modo abbiamo dimostrato che è soltanto un luogo comune dire che la no­stra generazione sia disinteressata alla po­litica, basta semplicemente dare ai giova­ni spazio e ascolto. Perché i giovani ci sono e rivedere tan­te delle nostre pro­poste all’interno del programma definiti­vo del Partito Demo­cratico è un orgoglio e dimostra che c’è una comunità pronta ad ascoltarci.
Abbiamo portato il punto di vista della nostra generazione all’interno della visio­ne di futuro che il Partito ha per il nostro Paese. Non deve trarre in inganno il fatto che nel programma Pd non ci sia un ca­pitolo dedicato proprio alle politiche gio­vanili perché in realtà si parla di giova­ni ovunque: quando si parla di scuola, di lavoro, di disoccupazione, di cultura, di università, di alternanza scuola-lavoro e quando si parla di tassazione per creare un quadro più equo per i lavoratori del futuro.
In questi mesi sono state tante le inizia­tive volte all’ascolto dei ragazzi e organiz­zate direttamente da noi giovani. Quella più importante è stata sicuramente “Pa­role di Generazione” che ha coinvolto tut­te le realtà giovanili vicine al Partito De­mocratico. Insieme ci siamo confrontati ed abbiamo riscoperto la bellezza di fare politica sui contenuti e non sugli slogan. Siamo scesi in piazza in 8 città italiane per raccontare, volantinando, la nostra prima battaglia vinta: la reintroduzione dell’ob­bligo di insegnamento dell’educazione ci­vica nelle scuole secondarie.
Mi ha colpito moltissimo il fatto che di fronte al nostro entusiasmo e alle nostre proposte le persone abbiano mostrato davvero tanto interesse, complimentan­dosi con noi e accettando il materiale che gli davamo. Le persone ci ringraziavano, ci hanno sommersi di suggerimenti e ci hanno spronato ad andare avanti. Alla stesso tempo stavamo lanciando un mes­saggio ai nostri coetanei: questo è solo un piccolo passo, ora ci servono le vostre idee per una prossima battaglia da condurre insieme.
Questo è un Partito che sa ascoltare i giovani, e lo fa spingendoli a mettersi in gioco in prima persona.
Noi ci siamo, per il futuro del Paese.
#avanti insieme!
Arianna Furi
Un Pd
per i giovani
e con i giovani
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Da più di una settimana è uscito il programma del Partito Democrati­co. Essendo una giovane militante di questa comunità, come prima cosa ho cercato di individuare le proposte che par­lavano della nostra generazione. Scorrendo rapidamente le aree tematiche sullo schermo del pc non ne trovavo una dedicata ai giova­ni, così sono tornata alla prima pagina e con calma ho cominciato a leggere dall’inizio. Ho scoperto con piacere che tutte le proposte per la mia generazione non solo non mancavano affatto ma erano inserite nella cornice degli altri temi. La scelta di non separare una parte del programma dedicata ai giovani, anche se a prima vista può sembrare una semplice scelta stilistica, significa in realtà, per un giova­ne che legge il nostro programma, molto di più. Da un lato vuol dire che non siamo considerati una cate­goria separata, dall’al­tro che una collabora­zione e un incontro generazionale è esigenza primaria del nostro Partito e del nostro Paese.
Nel Partito questo processo di confronto è iniziato già da diversi mesi, come membro diDirezione Nazionale tra i 20 millennials, sono testimone dei tanti momenti di dibatti­to e discussione che ci sono stati tra di noi e gli altri membri. Di questo ringrazio in parti­colare Elena Bonetti che, per conto di tutta la Segreteria Nazionale, con passione e dedizio­ne ci ha fatti sentire una risorsa dedicandoci tempo, energie e promuovendo occasioni di condivisione come l’incontro di sabato scorso a Milano durante il quale lei e Tommaso Nan­nicini, a cui estendo i ringraziamenti, si sono presi una mattinata per ascoltare osservazio­ni e domande dei circa sessanta ragazzi pre­senti in sala.
Per quanto riguarda il Paese invece molte delle riforme e delle leggi di questo gover­no avevano come ratio quella di accorciare le distanze, sanare il conflitto generazionale del nostro paese. La cerniera ancora non si è chiusa ma le proposte in campo per continua­re sulla strada iniziata insieme sono tante: po­tenziare gli ITS perchè raggiungano 100.000 studenti, l’assegno alle famiglie con figli, l’as­sunzione di 10.000 ricercatori, il turn over nella P.A. e tanto altro.
C’è ancora molto lavoro da fare per coin­volgere i giovani italiani a credere in queste proposte e mettersi in gioco insieme a noi per realizzarle. Noi giovani del PD siamo già in prima linea, siamo fieri di esserlo e abbiamo voglia di metterci in gioco nel Parito e fuori per dare una mano a convincere i nostri coe­tanei a seguirci in questo percorso di crescita che vogliamo sia comune e che crediamo sia l’unico possibile per un’Italia e un’Europa a misura delle aspirazioni e dei desideri di tutti.
Gaia Romani
Fondamentale sanare il conflitto generazionale
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“La gioventù è un sogno”, scrive­va Francis Scott Fitzgerald. E i sogni che il PD ha per i gio­vani sono in ogni pagina della sua visione per il futuro del nostro Paese. La scelta precisa di non relegare in una sezio­ne del programma le proposte per la nostra generazione contribuisce a ridarle la digni­tà che merita in quanto linfa vitale di una società in continua evoluzione.
Il futuro dell’Italia passa innanzitutto per il coraggio che il mondo della scuola deve ave­re oggi di innovarsi, a cominciare dai metodi di insegnamento, valorizzando le differenze tra i diversi modelli di apprendimento in un orizzonte collettivo. Andare a scuola non è solo interiorizzare concetti e nozioni da poter spendere nel mondo del lavoro: è soprattutto attraver­sare il passaggio più importante del percorso della formazione complessiva della persona umana, è consolidare un patrimonio valo­riale, arricchire la propria identità mediante il confronto con l’altro, sviluppare un pen­siero critico. Formazione per il PD significa formazione permanente. L’idea di life-long learning che oltreoceano si sta affermando contribuendo a definire le nuove frontiere della trasmissione del sapere è adottata dalla nostra comunità politica come uno dei prin­cipi cardine che dovranno guidare i prossimi passi avanti in materia di istruzione. Sarà la conoscenza il bene comune da cui far riparti­re un progetto di ricostruzione etica e demo­cratica.
Tale visione complessa della formazione nella società contemporanea globalizzata è inevitabilmente destinata a intersecarsi con la progressiva scomparsa di ogni confine. Le misure di promozione della mobilità in­ternazionale degli studenti e dei ricercatori, che il nostro Partito sostiene con forza, sono essenziali per incentivare la circolazione del sapere e l’ampliamento degli orizzonti di ap­profondimento del nostro mondo accademi­co. Anche in quest’ottica, il PD si impegna a far sì che la cornice in cui i giovani possano muoversi sia quella degli Stati Uniti d’Euro­pa, che potranno nascere solo da una ripre­sa dei valori fondativi del processo di inte­grazione e dai sogni ambiziosi di coloro che hanno dedicato la propria passione politica a questo obiettivo.
Questo è il programma del PD. Per i giova­ni. Con i giovani. Per tutti.
Giulia Iacovelli
Immaginando il futuro dell’Italia con gli occhi dei giovani
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In redazioneCarla Attianese, Patrizio Bagazzini,Stefano Cagelli, Maddalena Carlino, Roberto Corvesi, Francesco Gerace,Silvia Gernini, Stefano Minnucci,Agnese Rapicetta, Beatrice Rutilonidemocratica@partitodemocratico.itPD BobSocietà editrice:Democratica srl Via Sant’Andrea delle Fratte 16 – 00187 Romawww.democratica.comwww.partitodemocratico.itPer ricevereDemocratica: scrivi su Whatsapp a 348 640 9037oppure vai sul messenger Facebookall’indirizzom.me/partitodemocratico.it DirettoreAndrea RomanoVicedirettoreMario Lavia

2018-02-12
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