Democratica

9 gen 2018

Della Redazione Di Democratica

n. 99 Martedì 9 gennaio 2018
“Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini” (Sergio Mattarella)
“Un milione
L’EDITORIALE /1

Questa volta è vero,
altro che Berlusconi
Marco Fortis
Tra il millantato famoso milione di posti di lavoro promesso e mai realizzato di antica memoria e il triste milione di posti di lavoro bruciati durante la recente crisi 2008-2013 c’è finalmente un milione di posti di lavoro in più che ci deve confortare. Infatti, l’Istat ha comunicato ieri che a novembre 2017, in base alle rilevazioni mensili delle forze di lavoro, il numero degli occupati in Italia è salito a 23 milioni e 183mila. Si tratta del più alto livello occupazionale mai raggiunto dall’Italia nella sua storia, superiore al precedente picco pre-crisi di aprile 2008 (23 milioni e 179mila).

SEGUE A PAGINA 2
L’EDITORIALE /2
Il diritto allo studio e
l’uguaglianza scolastica
Simona Malpezzi
Non voglio tornare sulla proposta di Pietro Grasso, il leader di Liberi e Uguali, che vorrebbe abolire le tasse universitarie. O meglio, non voglio soffermarmi su cose che abbiamo già avuto modo di dire nei giorni scorsi, dalla poca consapevolezza di Grasso in merito alle misure introdotte negli ultimi anni per promuovere il diritto allo studio, fino alla necessità di sostenere i ragazzi meno abbienti e non tutti indiscriminatamente. Mi interessa invece raccontare un’altra storia, partendo da una prospettiva diversa perché il Partito Democratico in questi anni ha lavorato in un’altra direzione: quella non solo di garantire l’accesso all’università dei ragazzi più in difficoltà ma anche di creare le condizioni perché ci arrivino.
Occupazione record Dal 2014 un milione
di posti di lavoro in più grazie alle riforme Pd.
In calo la disoccupazione tra i giovani.
Ora l’impegno per il salario minimo
ALLE PAGINE 2-3
SEGUE A PAGINA 5
PD/2
PD/1
Campagna elettorale,
parlano i volontari
Renzi: “Il remake Cavaliere? Pericolo per l’economia”
Il segretario del Pd a Ottoemezzo mette la destra e M5s nel mirino e sfida il Cavaliere e Di Maio a un match tv. E sulla proposta di abolire le tasse universitarie: “Un regalo ai ricchi e ai fuori corso”
A PAGINA 4
A PAGINA 7
Focus Economia

Questa volta è vero, altro che Berlusconi
Ora dalla quantità alla qualità. Gli impegni del Pd per il futuro
Marco Fortis
Segue dalla prima
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Dall’aprile 2008 al febbraio 2014 il nostro Paese ha per­so durante la doppia recessione provocata dalla crisi finanziaria e dall’austerità 1 milione e 26mila posti di lavoro. Da allora ad oggi questa perdita è stata più che recuperata. Infatti da marzo 2014 a novembre 2017, in poco più di tre anni e mezzo di governo a guida PD, il numero degli occupati è cresciuto di 1 milione e 29mila unità, oltre il 53% dei quali (pari a 541mila persone) costituito da un maggior numero di occupati dipendenti a tempo indetermina­to, grazie alle decontribuzioni e al Jobs Act. Dunque abbiamo oggi più posti di lavoro nel complesso ma anche più dipendenti perma­nenti, con un rapporto tra dipendenti permanenti (15 milioni) e di­pendenti a termine (2,9 milioni) che a novembre 2017 era di 5 a 1. Questo rapporto dimostra che, esaurito l’impulso delle decontribu­zioni che avevano enormemente accelerato le assunzioni a tempo indeterminato, e nonostante una crescita recente più forte dei di­pendenti a termine rispetto a quelli permanenti, non si sta affatto producendo precariato, come sostengono alcune fake news. Il nu­mero dei dipendenti a termine, infatti, resta globalmente limitato e comunque la sua crescita appare fisiologica in una forte fase di espansione ciclica come quella attuale, considerando anche le esi­genze di un mercato del lavoro sempre più trainato dal settore dei servizi, il quale presenta in molti suoi comparti, rispetto ad esem­pio all’industria, maggiori esigenze di flessibilità.
Salario minimo legale che abbracci
tutti i lavoratori
Taglio permanente
del cuneo contributivo
sul tempo indeterminato
Aggravi di costo
sul lavoro temporaneo
SEGUE A PAGINA 3
Focus Economia
È chiaro che la lunga crisi ha determinato una perdita di posti di lavoro pregiati alle dipendenze (soprattutto nel­la manifattura ma anche nell’edilizia) nonché un calo di occupati indipendenti. Tutto ciò ha comportato una flessione del monte ore lavorate in linea con la dimi­nuzione del PIL non ancora del tutto recuperata. Ma è altrettanto chiaro che le politiche del lavoro introdotte in questi anni, unitamente alla ripresa del ciclo economico, hanno generato un impressionante reazione in termini di creazione di nuova occu­pazione. Il tutto, per di più, si è prodotto mentre si verificava per la prima volta nella storia italiana dal secondo Dopoguerra un calo della popolazione in età lavorativa tra i 15 e i 64 anni quantificabi­le in oltre mezzo milione di persone, sempre tra il marzo 2014 e il novembre 2017.
I dati diffusi dall’Istat segnalano inoltre che durante i Governi Renzi e Gentiloni, da marzo 2014 a novembre 2017, si sono regi­strati miglioramenti sostanziali di tutti gli indicatori del mercato del lavoro. I disoccupati sono diminuiti di 416mila unità rispetto a febbraio 2014. Il tasso di disoccupazione totale è diminuito di 1,9 punti, scendendo all’11%, con un calo della disoccupazione sia ma­schile sia femminile. Mentre il tasso di disoccupazione giovanile è diminuito significativamente di 10,7 punti, scendendo al 32,7%. Il tasso di occupazione 15-64 anni è salito di 2,9 punti portandosi al 58,4%. E gli inattivi nel frattempo sono calati di ben 944mila unità.
Guardando invece alle evoluzioni più recenti, osserviamo che a novembre 2017 vi è stata una crescita degli occupati di 65mila unità rispetto ad ottobre mentre rispetto a novembre del 2016 vi è stato un aumento su base annua dei posti di lavoro pari a 345mila unità, un calo dei disoccupati di 243mila unità e un calo degli inattivi di 173mila unità. L’Istat, inoltre, ha rilevato che al netto della com­ponente demografica nell’ultimo anno si è verificata una crescita occupazionale del 3,1% tra i 15-34enni, dello 0,4% tra i 35-49enni e del 2,5% tra i 50-64enni.
SEGUE DA PAGINA 2
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Bonifazi a Grasso: “Devi restituire i soldi al Pd, come gli altri”
Il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, in una lettera a ‘Repubblica’, replica al Presidente del Senato Pietro Grasso sul­la vicenda del debito nei confronti del partito. “Dalle tue parole – scrive Bonifazi ri­volgendosi direttamente a Grasso – appare evidente che ti ritieni l’unico parlamentare eletto nelle liste del Pd a non dover pagare la quota che tutti gli altri tuoi colleghi hanno, in tutto o in parte, onorato durante questa legislatura. Tu hai deciso di non rispettare il tetto dei 240 mila euro, tu hai deciso di non rispettare le regole del partito che ti ha elet­to e che tu stesso hai accettato al momento della candidatura”.
Il tesoriere ricorda che il debito è di 83.250 euro “a prescindere dalla tempistica o dalla costanza del mio sollecito” e respinge l’accu­sa di “atteggiamento ritorsivo” visto che il “sollecito ha riguardato tutti gli inadempien­ti”. “Per noi siete tutti liberi e uguali – scrive Bonifazi – Tu invece ti ritieni molto libero, di non pagare, e per niente uguale, a chi paga“. Per quanto riguarda lo sforamento del tetto “ne prendo atto non per far polemica poli­tica ma semplicemente per sottolineare, da tesoriere, che hai tutte le potenzialità eco­nomiche per adempiere al tuo debito nei confronti del partito”. “Attendiamo fiduciosi – conclude Bonifazi – che dopo essere stato a lungo libero tu torni uguale agli altri tuoi compagni di partito che lasciando il Pd han­no mantenuto gli impegni e la parola data”.
Il testo completo della lettera di Bonifazzi a Grasso:
Caro Presidente Grasso,
per evitare che questa storia divenga una stucchevole telenovela, la mia risposta sarà chiara e semplice.
Dalle tue parole appare evidente che ti ri­tieni l’unico parlamentare eletto nelle liste del Pd a non dover pagare la quota che tutti gli altri tuoi colleghi hanno, in tutto o in par­te, onorato durante questa legislatura.
Tu hai deciso di non rispettare il tetto dei 240.000 euro, tu hai deciso di non rispettare le regole del partito che ti ha eletto e che tu stesso hai accetttato nel momento della can­didatura.
Per giustificarti, fai cenno ad una qualche tardività della mia richiesta. Questo mi pare un goffo tentativo di spostare l’attenzione. Tu hai l’obbligo statutario di pagare, non io quello di intimarti il pagamento. Tu devi al Pd 83.250 euro a prescindere dalla tempistica o dalla costanza del mio sollecito.
Inoltre, respingo al mittente l’accusa di aver avuto un atteggiamento ritorsivo. In­fatti, qualora la richiesta verso i morosi si fosse limitata alla tua persona, avresti tutte le ragioni per recriminare sulla straordina­rietà della richiesta, ma visto che il sollecito ha riguardato tutti gli inadempienti l’accusa di ritorsione politica è assolutamente prete­stuosa.
Per noi siete tutti liberi e uguali. Tu inve­ce ti ritieni molto libero, di non pagare, e per niente uguale, a chi paga.
Caro Presidente, dai retta a me: il solo dato straordinario è che non hai ancora versato ciò che devi e che potrebbe aiutare famiglie che sono in cassa integrazione in ragione di una legge, quella sul superamento del finan­ziamento ai partiti, approvata in questa legi­slatura.
Per quanto riguarda lo sforamento del tet­to dei 240.000 euro da te compiuto, ne prendo atto non per fare polemica politica – non mi sognerei mai di mettere in discussione la tua carriera nelle istituzioni – ma semplicemen­te per sottolineare, da tesoriere, che hai tutte le potenzialità economiche per adempiere al tuo debito nei confronti del partito.
Infine, mi stupisce che “un ragazzo di sini­stra” – come tu ami definirti – utilizzi l’esse­re la seconda carica dello Stato in maniera strumentale, come un banale scudo formale per non assolvere ad un dovere sostanziale e persino morale verso la forza politica che a quella carica ha contribuito in maniera deci­siva a portarti. Peraltro la tua tesi è smentita dai fatti: i membri dell’Ufficio di presidenza della Camera e del Senato eletti nelle liste del Pd hanno contribuito regolarmente al paga­mento del dovuto.
Per non essere tacciato di atteggiamenti politicamente ritorsivi non commento altro della tua lettera. Tu, caro Presidente, puoi ad­durre tutte le scuse che vuoi, ma per me non sei né superiore né diverso dagli altri: hai un dovere giuridico, assunto all’atto della candi­datura. Attendiamo fiduciosi che dopo esser stato a lungo libero tu torni uguale agli al­tri tuoi compagni di partito che lasciando il Pd hanno mantenuto gli impegni e la parola data.
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Politica
Renzi: “Il Pd punta alla vittoria”
Il segretario dem intervistato da Lilli Gruber: “Berlusconi è un pericolo per l’economia”
Gli 80 euronon li voleva nessuno, ora sono tutti favorevoli

La nostra proposta
è ilsalario minimolegale

“Il Pd è pienamente della partita e punta a miglio­rare la performance del 2013, quando il partito sotto la guida di Bersani ottenne il 25,8 per cen­to”. È il messaggio lanciato ieri da Matteo Renzi intervistato da Lilli Gruber a Otto e mezzo.
Il leader dem conferma l’impostazio­ne delle ultime settimane: nien­te personalismi, con un Pd in grado di fare squadra, una squadra forte in grado di governare. Gentilonie gli altri ministri sono tutti ‘top player’ del par­tito che, con le candi­dature per le politiche, si appresta ad accoglie­re altre personalità del mondo della politica, come il ministro Pier Car­lo Padoan,e della società ci­vile, come chi sta combattendo contro la superstizione anti-vax.
Per centrare l’obiettivo Renzi ha impo­stato una campagna elettorale sulle cose fatte fino ad oggi, “100 punti dai quali ripartire per migliorare”, è la formula utilizzata. E un primo assaggio di questa “piattaforma” si avrà nel prossimo fine settimana, fra il Lingotto di Torino e l’ap­puntamento di domenica a Milano. Il Pd se la gioca, dunque, e chi gli fa notare che con Grasso, Bersani e compagni il centro sinistra volerebbe tranquillamente oltre il 35 per cento, Renzi risponde che quel­la è una storia finita. A confermarlo è la stoccata del segretario dem a Grasso e ai suoi: “I voti alla sinistra radicale fanno vincere Salvini”. Ma lo scontro più duro è sulle tasse universitarie, che Pietro Gras­so sogna di eliminare. Una proposta defi­nita “un regalo ai ricchi e ai fuori corso”. In altre parole, “una proposta scritta da Grasso e pensata per Di Maio”, con rife­rimento al curriculum universitario del capo politico del M5s.
Quanto a Berlusconi, Renzi dice che “seppure non è un rischio per la demo­crazia, è uno straordinario pericolo per l’economia” visto che con lui al governo “l’Italia si trovò a un centimetro dalla bancarotta”. E a dimostrarlo, ag­giuge Renzi, ci sono le pro­messe fatte già in questo primo scorcio di cam­pagna elettorale dal Cavaliere. Altro che eliminazione del canone, sottolinea, messe insieme l’a­bolizione della leg­ge Fornero, la flat tax, il reddito di di­gnità “valgono”, cioè fanno perdere allo Stato, moltissimi miliar­di di euro. Per non parla­re delle proposte dei grillini. Provarli al governo è un’idea che Renzi respinge con forza: “Il Paese non è un’auto da provare in una concessio­naria”, avverte ribadendo di rispettare qualsiasi scelta dell’elettore, anche quel­la di votare M5s. Certo, osserva, le prove date fino ad ora, da Roma a Torino, non lasciano bene sperare: nella Capitale, Raggi lascia “solo Spelacchio e i rifiuti”. E poi c’è il tema legalità, tanto sbandiera­to dai Cinque Stelle: a oggi “Raggi è stata rinviata a giudizio e il sindaco di Torino è accusata per l’organizzazione di Piazza San Carlo”.
Democratica
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Provare i 5 Stelle al Governo? Li abbiamo già provati
e i risultati li vediamo

“I voti alla sinistra radicale favoriscono Salvini”
Matteo Renzi è pronto a un confronto tv con il leader di Fi e con il candidato premier M5s.
Il segretario Pd
lo ha detto durante
la registrazione
di ‘Otto e mezzo’:
“Porti Berlusconi
e Di Maio a questo tavolo e io vengo anche a piedi”
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La scuola
Garantire il diritto allo studio, ecco cosa vuol dire uguaglianza
In questi giorni è stata ricordata l’isti­tuzione di una “no tax area” con la quale abbiamo realizzato un provve­dimento per sostenere il diritto allo studio universitario (una recente analisi del Sole 24 certifica che sono già 15 mila gli studenti che hanno potuto iscriversi, senza oneri, all’università e, più in generale, circa 600 mila i ragazzi che han­no beneficiato di un’esenzione), ma è neces­sario soffermarci su una serie di al­tre misure con le quali abbiamo dato vita a politiche per scon­figgere la dispersione sco­lastica e lottare contro le povertà educative. Prima di arrivare all’universi­tà va garantito il diritto all’istruzione di tutti i ragazzi di ogni ordine e grado di scuola per non perderli per strada a 15 anni. E nel Paese in cui la dispersione scolastica, pur essendo diminuita, continua a rimanere troppo alta (ogni anno perdiamo 135mila studenti), con Matteo Renzi siamo partiti dalla consa­pevolezza radicata nella pedagogia interna­zionale, che i bambini che vengono inseri­ti presto in un percorso educativo saranno ragazzi meno a rischio di abbandono scola­stico. Il grande investimento sullo zero-sei voluto con forza dagli ultimi due governi è il primo grande intervento di diritto allo stu­dio, primo vero strumento per fare in modo che tutti abbiano le stesse possibilità di par­tenza e, dunque, per fare sì che la scuola sia un reale agente di cambiamento e di mobi­lità sociale.
Troppo spesso i tassi elevati di abbandoni scolastici, la carenza di competenze e i livelli non adeguati di conoscenza, coincidono con le aree più povere del nostro Paese quelle dove maggiore è la povertà e minore l’acces­so a servizi come biblioteche, musei, attività sportive, fruizione digitale. Nessuno come noi ha investito al sud e nelle aree perife­riche. Mi piacerebbe chiedere al presidente Grasso se nel bando per la riqualifica­zione delle periferie o in quello che promuove lo sport nelle zone a rischio per creare pa­lestre e centri per bambini e ragazzi, non intraveda strumenti di sostegno al diritto allo studio e di lotta alle disuguaglian­ze. Noi questa battaglia l’abbiamo combattuta con proposte che sono diventate leggi finanziate: la promozione della lettura contenuta in diversi decreti e nell’ultima legge di bilancio non è forse uno strumento di contrasto alla povertà educativa? E il bonus diciotten­ni tanto contestato ma utilizzato dai nostri ragazzi per libri e cultura non è forse un in­tervento che offre maggiori opportunità di scelta? E a quelli che vogliono abrogare la buona scuola, anche se nei loro programmi elettorali utilizzano molte delle idee che ab­biamo realizzato in questi anni, vorremmo chiedere se prolungare l’orario di apertura delle scuole che sono diventate, in alcune aree a rischio, un punto di riferimento per i ragazzi e le famiglie non sia un ulteriore strumento contro la dispersione e per il so­stegno del diritto allo studio. Con il Piano Nazionale Scuola Digitale abbiamo portato in molte scuole che non avevano mai visto una connessione, strumenti di accesso alla rete per iniziare a colmare quell’analfabe­stismo digitale presente per povertà di mez­zi e di strumenti: non è forse anche questo diritto allo studio?
Queste sono misure reali che hanno avuto un impatto sulla vita delle persone e che ri­spondono ad esigenze concrete. E sono reali perché sono state finanziate e molte di que­ste sono strutturali, altro che mancette. Vo­gliamo fare un elenco di questi interventi? A quanto ammontano? Ecco, noi abbiamo fatto questo per l’Italia: tracciato un disegno complessivo. Tutte le altre sono le chiacchie­re in libertà di chi queste azioni non le ha mai sostenute e continua a guardare il dito mentre noi stiamo già indicando la luna.
Simona Malpezzi
Segue dalla prima
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Misure reali che rispondono a esigenze concrete, il resto sono chiacchiere in libertà
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La scuola
Tutte le misure di contrasto alla povertà educativa
Dal 2014
ad oggi
stanziati
9.5miliardi
per la messa in sicurezza e per la costruzione di nuove scuole
una cifra
mai vista prima
Aperti oltre 7.235
cantieri
di cui oltre 5.659 già conclusi
Edilizia scolastica
I risultati
del governo
Pd
Finanziate 303
nuove scuole
di cui 209
già realizzate
Come si sviluppa il Sistema Integratoper l’infanzia da 0-6 anni?
Nidi e micro nidi (da 3 a 36 mesi) Grande collaborazione con le famiglie per garantire flessibilità e servizi educativi e ludici. Si garantisce un pasto completo e il riposo.
Servizi integrati (da 12-36 mesi)Spazio gioco:per massimo 5 ore al giorno che non prevede un pasto ma solo una merenda.Centri per bambini e famiglie:dove è previsto la partecipazione attiva dei genitori.
Sezioni Primavera (da 24 a 36 mesi)Sono sezioni sperimentali aggregate alle scuole d’infanzia.
Scuole d’Infanzia(da 3 a 6 anni)
Due miliardi e cento milionidi fondi statali stanziati contro il degrado delle periferie(quasi quattro mobilitati nel complesso)
Il bando periferie toccherà circa un terzo degli abitanti del Paese: ventidue i milionidi italiani interessati
Centoventi progetti per altrettante città, tutti finanziati, così come avviato dal governo dei mille giorninell’ottobre
del 2016
Verso il 4 marzo
Le voci dei volontari
Serve in questo momento il lavoro di tutti affinché il nostro Paese non venga consegnato alla destra e al M5S. Noi siamo il Partito Democratico e dobbiamo vincere con tutte le nostre forze, proprio per questo dobbiamo impegnarci in prima persona ognuno sul proprio territorio. Io ci metto la faccia, la passione, la voglia, il cuore e l’amore per il mio Partito, per il mio Paese, ed anche per il nostro Segretario Matteo Renzi che merita di essere alla guida del mio, del nostro Partito. Io per la provincia di Foggia ci sono se lo vorrete
Matteo, 22 anni,
da Manfredonia
Sono Carmine: un giovane del Sud Italia, studente di un ITS Agroalimentare. Vengo da Mottola, un paese del tarantino, fra lo Ionio e la murgia. Come ogni giovane, ho tante passioni! Passioni che ogni giorno coltivo, nella speranza che un giorno diventino il mio quotidiano. Studio, mi informo, cerco di scoprire sempre nuove cose e sono sempre a farmi domande. Mi chiedo, ad esempio, perché in Italia tanti giovani, come me, rincorrono paure e ideologie, maghi e stregoni, professionisti della paura, piuttosto che la scienza, la ragione, la gente capace e motivata. La politica, per me, non è un obiettivo personale, piuttosto il mio impegno personale nella collettività, il mio essere cittadino legato al mio Paese dal cordone della Magna Grecia, della culla democratica e della civiltà.
Il mio collegio, quello di Taranto, è particolarmente difficile: influenzato dalle questioni ambientali provinciali, dalle scarse opportunità lavorative in cui il M5S sguazza, calcando la mano sulla disperazione della gente; ma la gente ha bisogno di risposte, di serietà e di qualcuno che li ascolti e li indirizzi. Ci si può lavorare!
Io sono disposto a lavorare per portare alla vittoria un’idea di Italia diversa, che si basa sull’idea di futuro, partendo da fare quel che sappiamo fare meglio di chiunque, sono pronto a collaborare ed essere responsabile del mio collegio. Sono pronto a fare campagna elettorale, a lavorare sui social, a parlare con chiunque sia perplesso e far conoscere le linee programmatiche del Partito Democratico.
Io sono pronto a sostenere il PD per andare Avanti, Insieme!
Carmine
Ho già esteso l’invito e spero vi arrivino altre adesioni.
Sono iscritta al Pd dalla sua fondazione. Ho frequentato 3 cicli di scuola politica a Cortona, il mio primo e attuale circolo è Roma Trionfale da poco unito a quello di Mazzini e frequento per la vicinanza anche Cappellari ex Giubbonari. Sono iscritta ad altre associazioni di volontariato e impegno civico, sto per diventare Tutor di un minore straniero non accompagnato (come previsto dalla legge 47 a firma Zampa, un provvedimento di cui credo sarebbe importante parlare in campagna elettorale).
Grazie a tutti,
Carla
Dopo aver fatto 1200 km in un giorno per recarci domenica 26 alla Leopolda (purtroppo per lavoro non abbiamo potuto partecipare il venerdì e il sabato), siamo pronti anche a rispondere all’appello di Matteo: compatibilmente con le nostre esigenze lavorative vogliamo dare un contributo affinché i 61597 volontari siano il volano per una grande vittoria! Noi ci crediamo sempre, come e più del 4 dicembre 2016!
Fabio

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In redazioneCarla Attianese, Patrizio Bagazzini,Stefano Cagelli, Maddalena Carlino, Roberto Corvesi, Francesco Gerace,Silvia Gernini, Stefano Minnucci,Agnese Rapicetta, Beatrice Rutilonidemocratica@partitodemocratico.itPD BobSocietà editrice:Democratica srl Via Sant’Andrea delle Fratte 16 – 00187 Romawww.democratica.comwww.partitodemocratico.itPer ricevereDemocratica: scrivi su Whatsapp a 348 640 9037oppure vai sul messenger Facebookall’indirizzom.me/partitodemocratico.it DirettoreAndrea RomanoVicedirettoreMario Lavia

2018-01-09
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