Democratica

5 dic 2017

Della Redazione Di Democratica

n. 85 martedì 5 dicembre 2017
“Ogni morte sul lavoro è una perdita irreparabile” (Sergio Mattarella)
L’EDITORIALE

Due lezioni di vita dallo sport
Luca Lotti
PdMobilitazione straordinaria da oggi
fino al voto. Una campagna capillare
per arrivare a ogni elettrice e ogni elettore
ALLE PAGINE 2-3

SSono passati alcuni giorni ma vorrei lo stesso condividere due episodi che mi hanno fatto ricordare, ancora una volta, che lo sport è una cosa meravigliosa. È il 27 novembre, e durante Lione-Tolosa di rugby c’è un uomo a terra che urla dal dolore. È un giocatore del Lione, gli sono saltati i legamenti del ginocchio, ma la partita continua, nessuno se ne accorge. Nessuno tranne Talalelei Gray, australiano del Tolosa, un marcantonio di quasi 2 metri. Invece di approfittare della superiorità numerica, Talalelei si ferma, si inginocchia davanti al suo avversario dolorante e si mette carponi, facendogli da scudo col suo enorme corpaccione, per evitare che sia travolto dagli altri giocatori. È il 3 dicembre, a Benevento e nella quindicesima giornata del campionato di calcio di serie A, il Milan, come da pronostico, sta battendo i padroni di casa per 2-1. Il Benevento ha perso le precedenti quattordici, e quando manca una manciata di secondi alla fine, tutti pensano che anche questa partita finirà come le altre. Tutti tranne Alberto Brignoli, portiere del Benevento, che sull’ultima punizione decide di abbandonare la porta e puntare verso l’area avversaria. E quando vede la palla calciata dal suo compagno arrivare a un paio di metri da lui, pensa che il destino può cambiare. Chiude gli occhi, salta con la forza della disperazione: tuffo, colpo di testa perfetto in torsione, e palla nell’angolino, lì dove il collega Donnarumma può arrivare solo con uno sguardo incredulo. A Lione Talalelei Gray ci insegna che un avversario è sempre e solo un avversario, mai un nemico. E che le regole del rispetto e dell’umanità non si sospendono, nemmeno quando ci si batte gli uni contro gli altri. A Benevento Brignoli ci insegna che quando credi nei tuoi mezzi non esiste classifica, non esistono ruoli, non è mai troppo tardi e nessun destino è ineluttabile. Grazie Gray e grazie Brignoli (e dirlo da milanista mi costa fatica). Ci avete ricordato ancora una volta perché lo sport è così meraviglioso.
BANCHE
SMART CITIES
RIFORME
Ritardi e lacune
Innovation Day
Digitalizzare la
La commissione
Verso la
macchina dello
al lavoro
rivoluzione 4.0
Stato si può
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Il partito
Subito al lavoro per la campagna elettorale
Parla Ettore Rosato: “Mobilitazione straordinaria di tutto il Partito da oggi fino al voto. Un volontario Pd per ognuna delle 61.597sezioni elettorali e un coordinatore per ogni
collegio. Arriveremo dovunque con le nostre proposte e le nostre risorse migliori”

Agnese Rapicetta CONDIVIDI SU
OOgni voto può fare la differenza. In ogni tornata elettorale è così ma questa volta, forse più delle altre volte, bisogna darsi da fare. Le elezioni si avvicinano e il Partito si organizza per prepararsi al meglio a questa sfida elettorale. E così si torna casa per casa, per una grande mobilitazione, dal gusto “vintage” ma non per questo meno efficace. L’idea è stata lanciata da Matteo Renzi nella sua ultima E-news, parlando della “più capillare campagna elettorale dal basso che l’Italia ricordi: questo il nostro obiettivo, se ciascuno di voi ci darà una mano”. Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, ci spiega il senso di questa iniziativa che parte proprio oggi: “E’ un’idea forte, un Partito che si prende la responsabilità tra la sua gente e trae la sua forza dai suoi militanti”. In Italia ci sono 61597 sezioni elettorali, per ognuno di queste il Pd cerca un responsabile con il compito di coinvolgere gli iscritti del partito di quel territorio e guidarli in una campagna che si preannuncia dura: “Alle fake news e alle campagne di fantasiose promesse noi rispondiamo così: con un lavoro porta a porta, parlando con le persone, perché il Pd è un partito fatto da gente normale che condivide un’idea per l’Italia”.
Moltissimi militanti vogliono impegnarsi per costruire insieme un reale cambiamento
Non bastano i rappresentanti di lista (quelli arriveranno in un secondo momento). Ciò che il Pd cerca sono volontari che contattino le persone, ci parlino, diffondano materiale cartaceo o social, per aiutare nella discussione sul programma, per fare campagna dal basso, per contrastare la disinformazione e la politica fatta di insulti.
Questa campagna sarà piena di novità, a partire dalla nuova legge elettorale. Ma è anche la prima senza finanziamento pubblico e “il Pd ha scelto”, ci dice Rosato, “di mettere in atto una campagna fatta da strette di mano prima che di spot. È una sfida, quella che vogliamo combattere, che dimostra che siamo un partito che si impegna sui territori”. La nuova legge elettorale, infatti, prevede che i partiti mettano in campo le loro migliori risorse per vincere la sfida dei collegi. “Per i candidati – spiega Rosato – sapere che esiste un rete di persone che li possono aiutare e sostenere sarà un incentivo a fare meglio e a fare di più”. “Noi siamo diversi dagli altri”, conclude Rosato, “noi non abbiamo un capo né un proprietario ma abbiamo una forza di cui nessun altro dispone: tanti, tantissimi militanti che vogliono impegnarsi per costruire insieme un reale cambiamento”. “Ne abbiamo avuto conferma durante il nostro
viaggio in treno per l’Italia. Le persone che abbiamo incontrato ci credono e ci hanno chiesto di poter partecipare attivamente in questa campagna elettorale per dare una mano: questa è la loro occasione di impegno”.
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Il partito
Mobilitiamoci da oggi per la campagna elettorale
Il volontario di sezione elettorale
contatta
tutti gli iscritti e gli ex iscritti tra gli elettori di quella sezione
verifica
la presenza di persone anziane da accompagnare al seggio
consegna
porta a porta il materiale informativo
Il responsabile di collegio elettorale
propone
iniziative sul territorio
tiene
i contatti con i candidati del collegio
compila
report periodici
diventa
rappresentare di seggio
al momento del voto
organizza
il lavoro dei volontari
organizza
incontri di formazione
nel suo collegio elettorale sul territorio
predispone
e diffonde i kit con materiale
crea
una lista broadcast per l’informazione di informazione quotidiana sulla campagna elettorale
Ci serve il tuo aiuto e la tua partecipazione. Scrivi subito a:
volontari2018@partitodemocratico.it
Sabato a Como contro il nuovo fascismo
DemocraticA CONDIVIDI SU
SSono tante le adesioni alla manifestazione antifascista organizzata in risposta all’assalto di un gruppo di naziskin nella sede dell’associazione “Como senza frontiere”. Oltre all’Anpi e l’Associazione Articolo21, hanno aderito anche Cgil e Cisl. Saranno tutti presenti insieme ai tanti cittadini ed esponenti politici che nei giorni scorsi hanno confermato la loro presenza all’iniziativa indetta per “contrastare i germi di odio che stanno riemergendo nella nostra società”, come l’ha definita la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Una manifestazione pa
cifica che intende rispondere alle sempre più frequenti azioni intimidatorie della destra xenofoba. Azioni che il leader della Lega ha definito delle “ragazzate” ma che per chi sarà in piazza il prossimo 9 dicembre sono invece cose molto serie. Come ha scritto Maurizio Martina ieri nel suo post con cui ha lanciato il manifesto dell’appuntamento “guai a sottovalutare i nuovi fenomeni fascisti e xenofobi che emergono nel Paese. Guai a voltarsi dall’altra parte. Occorre unire le forze e muoversi insieme per battere ogni intolleranza e affermare ogni giorno i valori della nostra Carta costituzionale. Occorre farlo in particolare con le giovani generazioni del nostro Paese.”.
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Banche
Ritardi e lacune, prosegue il lavoro della Commissione
L’indagine del Parlamento sulle responsabilità delle crisi bancarie
Stefano Minnucci CONDIVIDI SU
IIl lavoro della Commissione d’inchiesta sulle banche prosegue con ritmo incessante: si continua a cercare di fare luce sulle vere responsabilità nella gestione degli istituti bancari rimasti coinvolti in situazioni di crisi o dissesto. Nonostante però l’attenzione mediatica si stia concentrando sulla vicenda Banca Etruria, le moltissime audizioni svolte finora stanno mettendo in risalto molte lacune del sistema, come il rapporto non sempre adeguato tra Consob e Bankitalia, la lentezza delle procure nel rispondere agli input di via Nazionale e più in gene-
ha parlato il vicepresidente della Commissione Mauro Maria Marino in un’intervista rilasciata a “La Stampa”. Il senatore dem ha fatto un’analisi di cosa secondo lui non abbia funzionato nel sistema bancario citando letteralmente cosa ha detto in audizione il procuratore di Ferrara: “Esiste un vuoto normativo rispetto all’obbligo di Banca d’Italia di informare la Consob rispetto tutti i dati che possono riguardare gli aumenti di capitale”.
Alcune parti politiche, però, continuano a soffermarsi soltanto su Banca Etruria, chiedendo ulteriori audizioni e facendo della Commissione un utilizzo prettamente strumentale. Uno dei motivi che ha spinto la ministra Boschi a parlarne nuovamente, riba
dendo quanto già sostenuto in più occasioni: “Il fatto che mio padre sia stato per qualche mese vicepresidente della Banca – ha scritto ieri in serata su Facebook – non ha impedito al nostro governo di commissariarlo, come avremmo fatto con chiunque altro si fosse trovato in analoga situazione. Chi ha sbagliato ad Arezzo ha pagato e pagherà. Spero che accada anche altrove.
Ma se vogliamo difendere i cittadini che hanno perso i risparmi da Ferrara a Vicenza, nelle Marche come in Toscana, dobbiamo verificare le vere responsabilità. Noi siamo interessati agli atti, non alle strumentalizzazioni”.
Quali sono dunque i prossimi passi? Stasera l’ufficio di presidenza della Commissione di inchiesta dovrebbe stabilire
Lo strumento istituzionale chiesto sa dei lavori del Parlamento. Dovreb-a gran voce dal Pd (“Non vediamo l’o-bero essere ascoltati il presidente ra di iniziare per fare chiarezza fino della Consob Giuseppe Vegas (il 14 di-in fondo”, ha esortato nei mesi scorsi cembre), poi il governatore il Ignazio Matteo Renzi) comincia dunque a far Visco (il 15) e infine il ministro dell’E-emergere diverse lacune nella gestio-conomia, Pier Carlo Padoan (proba-ne degli istituti bancari coinvolti. Su bilemente il 18). Nel frattempo si sta alcune vicende ci sono stati addirit-cercando anche una data per sentire tura veri e propri rimpalli di respon-il presidente della vigilanza unica eusabilità tra Consob e Bankitalia. ropea Danielle Nouy.
rale il ruolo non sempre efficace del-settimana di Natale, prima della pau-il calendario delle audizioni fino alla la vigilanza.
Dell’utilità della Commissione ne
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Movimento 5 Stelle
Ecco alcuni degli indagati M5S
Noi s
empre garantisti

Virginia Raggi Sindaca di Roma Rinviata a giudizio in un procedimento per falso ideologico in atto pubblico, relativamente alla nomina di Renato Marra.
Chiara Appendino Sindaca di Torino Indagata per falso ideologico in atto pubblico per «avere indotto in errore» la dirigente dell’ufficio finanziario del Comune, i revisori dei conti, la giunta e il Consiglio comunale in relazione al bilancio di assestamento del 2016. Inoltre è indagata per omicidio, lesioni e disastro colposo in “cooperazione” con altre persone per i tragici fatti di piazza San Carlo.
Patrizio Cinque Sindaco di Bagheria Accusato di turbativa d’asta, abuso d’ufficio, rivelazione e omissione di atti d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti.
Filippo Nogarin Sindaco di Livorno Indagato per turbativa d’asta per la gara indetta dalla Società porto industriale (partecipata al 61,4% dal Comune) per l’individuazione di un advisor legale che seguisse le procedure per la richiesta di concordato preventivo. Il sindaco è anche indagato per bancarotta nella vicenda della partecipata Aamps.
Domenico Surdi Sindaco di Alcamo (Trapani) Ha ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Trapani per abuso d’ufficio e falso per un’inchiesta relativa ad autorizzazioni e rinnovi di concessioni di pozzi d’acqua.
Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino – Deputati Deputati Indagati dalla procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false di M5S per le amministrative palermitane del 2012. I primi due dopo essere stati sospesi sono rientrati nel M5s pochi giorni fa, mentre Claudia Mannino ha annunciato che non vuole far più parte del Movimento.
6Smart citiesMaria Pia Rossignaud CONDIVIDI SU L’Italian Innovation Day, l’appun-tamento organizzato dal centro di ricerca EIT Digital di Trento, quest’anno è stato dedicato alle città intelligenti, le cosiddette ‘smart cities’. EIT Digital è un’organizzazione europea leader nell’innovazione digitale e nell’educazione all’impren-ditorialità, leader della trasformazione digitale in Euro-tre nuove società: App Ray – IsCleanAir – TeamDev. E il 2018, ha fatto sapere il direttore di EIT Gian Mario Mag-gio, significherà investimenti in innovazione per 13,8 milioni di euro, ma anche attenzione all’educazione. Per quanto riguarda l’educazione imprenditoriale, è bello richiamare l’attenzione sul fatto che tutti gli studenti che, fra Master e dottorato, escono da EIT Digital trovano lavoro al 100%. E guardando al futuro, il 2018 sarà l’anno del Master in Sistemi autonomi e del lancio della scuola di dottorato indu-striale. Smart cities dicevamo, una parola abusata negli ultimi anni; ma qui a Trento è possibile confrontarsi con App che creano servizi alla base della trasformazione che fa diventare intelli-genti i luoghi che abitiamo. Ad esempio, a Trento si è raccontato il caso di Tori-no, dove i dati raccolti con telecamere diffuse sono impiegati per contenere atti di vandalismo e ren-dere i quartieri a rischio più vivibili. Insomma la sicurezza urbana via Big Data sta lentamen-te diventando realtà, ma questo tipo di trasfor-mazione ha bisogno della collaborazione fra pubblico e privato, un’impresa non semplice secondo alcuni attori presenti all’Innovation Day perché, questo il punto, capire come sup-portare i partner pubblici è un compito arduo. Un problema che, a sentire la CTO Chief Te-chnology Officer del comune di Barcellona, in-tervenuta a Trento, in Catalogna hanno meno. Barcellona è già una città governata dai dati grazie a 10.000 sensori posti in 95 edifici della municipalità A Trento l’appuntamento con il futuro tra smart cities, Big Data e start up innovative 6 Innovation Day: verso la rivoluzione industriale 4.0 CONDIVIDI SU
pa.
E a proposio di imprese ‘smart’, a vincere la sfida delle start up innovative che si è tenuta nel corso dell’Innovation Day è stata Cleverciti, che ha riunito tutti gli aspetti della tecnologia di gestione del parcheggio intelligente in un unico sistema integrato: dai sensori a soffitto alle app mobili, software di gestione e analisi.
Le startup in Italia nascono numerose, ma soffrono per le barriere linguistiche e culturali legate all’economia digitale e soprattutto per l’accesso limitato ai fondi di Venture Capital. Comunque qui a Trento si festeggia un ecosistema con 14 sedi in Europa, un Hub in Silicon Valley e più di 150 partner industriali. Da qui sono passate 285 star-tup e scaleup sostenute da 90 milioni in venture Capital. Nel 2017 sono stati lanciati 25 prodotti commerciali sul mercato e sono nate
utili a monitorare l’energia ed anche il livello del rumore.
Cityos è la piattaforma che controlla il capoluogo catalano attraverso i dati, e l’organizzazione della città è stata ripensata in senso tecnologico, a partire dalle esigenze espresse dai cittadini attraverso nuovi canali di partecipazione.
Inoltre, grazie agli open data, tutte le piccole e medie aziende possono partecipare alla costruzione di servizi, processo che crea valore economico per la comunità produttiva.
Ad aprile 2018 è in programma la seconda edizione di “Smart ci-ties” che, nell’idea degli organizzatori, sarà anche l’occasione per illustrare agli adolescenti l’ambiente in cui si troveranno a vivere fra un decennio. Insomma, EIT Digital spinge la rivoluzione industriale 4.0.
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Pubblica Amministrazione
Meno corruzione, più risparmi: si può fare
I risultati della commissione d’inchiesta sulla digitalizzazione dell’amministrazione
Giovanni Belfiori CONDIVIDI SU
SSe andiamo a vedere i risultati del lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione nelle pubbliche amministrazioni (link: http://www.camera.it/le
g17/1299?shadow_organo=109&shadow_
organo_parlamentare=2708&natura=M),
scopriamo dati interessanti e inquietanti al
tempo stesso. Se da una parte si percepisce
con chiarezza che ci troviamo davanti una
PA ancora distante dal “cittadino digitale”,
dall’altra pare si ha l’impressione che anche
il cittadino sia distante dal modello digitale
che le norme legislative vorrebbero ideal
mente applicato in Italia.
Paolo Coppola, deputato Pd è presiden
te della commissione. Nella relazione si
legge che l’87 per cento dei Comuni preve
de ancora dei procedimenti analogici che
hanno bisogno della carta e della presen
za dell’utente: timbri e bolli, firme e altre
scartoffie. E’ l’ultimo sussulto della carroz
za trainata dai cavalli che sta per essere so
stituita dall’automobile, oppure dobbiamo
accettare che l’Italia è un caso disperato?
“Quel dato riguardo i maggiori comuni,
quindi è forse ancor più drammatico, e mi
sura la vera difficoltà: non tanto l’acquisto
di tecnologie, bensì il cambiamento delle
prassi organizzative e lavorative. È que
sta la sfida più importante che abbiamo di
fronte nei prossimi anni e per affrontarla
dobbiamo investire in competenze.”
E qual è il modo giusto per farlo?
“Formazione e un piano di assunzione straordinario. Presenterò un emendamento alla legge di bilancio proprio per cercare di immettere nella PA le professionalità necessarie al cambiamento, e quindi a ottenere i risparmi enormi che avremmo con la digitalizzazione.”
Ecco, parliamo di soldi. Quanti risparmi?
“Continuare così significa buttare decine di miliardi ogni anno.
Non ce la possiamo permettere né come spesa diretta né come sistema paese. Mercoledì abbiamo ascoltato l’Osservatorio del Politecnico di Milano. Hanno stimato che, con la completa digitalizzazione della sanità, si avrebbe un risparmio di 7 miliardi di euro da parte dell’amministrazione, cui vanno aggiunti, lato
cittadini e imprese, altri 6 miliardi l’anno. E questo solo per un settore.”
Nel Diario dell’Innovazione di AGI e CENSIS, ci sono alcuni dati non troppo felici: nell’ipotesi di servizi pubblici accessibili esclusivamente via web, il 23,5% del campione non saprebbe come risolvere il problema. Allora, la mancata digitalizzazione è un problema della PA oppure è un problema del livello delle competenze digitali dei cittadini?
“Il problema delle competenze digitali è forte nella popolazione anziana. I nostri giovani sono a livello dei migliori paesi eu
ropei, mentre più si va avanti con l’età e più peggiorano le performance. Il nostro Paese ha un alto livello di popolazione anziana, similmente alla popolazione anziana che lavora nella PA.”
Nella relazione della commissione parlamentare si afferma che, con l’avvio del Piano triennale per l’informatica 2017-19, le PA non avranno più scuse. In realtà, troppo spesso sembra che le PA predispongano il minimo indispen
sabile per ottemperare alle leggi. Insomma, ci sono le tecnologie ma il tutto è ancora immerso in un contesto placidamente analogico. “Sì, e così. Ed è inutile andare a seguire i progetti con l’ottica dell’adempimento burocratico e non degli obiettivi da raggiungere. Se il tuo punto di vista è quello del
burocrate, allora quello che
fai lo fai per te, per dire “ho svol
to il mio compito”, se invece lo fai per i cittadini, allora ti domandi se quel procedimento può davvero migliorare la loro vita.”
Più risparmi, migliore qualità dei servizi, più velocità: cos’altro guadagneremmo con la digitalizzazione)
“Meno corruzione. Perché la digitalizzazione aumenta la trasparenza, riduce le ambiguità ed elimina o riduce al minimo la discrezionalità che è proprio dove si annida la possibilità di corruzione.”
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SU DEMOCRATICA.COM
Siamo ancora indietro nell’uso delle tecnologie. Parla il presidente Coppola
www.sicurezzaelavoro.org SETTIMANE DELLA SICUREZZA EDIZIONE 2017 dal 4 al 18 dicembre 2017 Nel decennale del rogo alle Acciaierie ThyssenKrupp di Torino (6 dicembre 2007) in cui morirono sette operai (Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Bruno Santino, Antonio Schiavone e Roberto Scola), Sicurezza e Lavoro organizza, dal 4 al 18 dicembre 2017, l’Ottava edizione delle “Settimane della Sicurezza” per la promozione della cultura della salute, della sicurezza, dei diritti e della prevenzione, in particolare tra i giovani, sul lavoro e a scuola. Media partner: Radio Articolo 1. #SetSicurezza17Facebook Twitter InstagramSocial ORE NOVE#terrazzaPD
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2017-12-05
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