Enews 502, lunedì 4 dicembre 2017

4 dic 2017

Di Matteo Renzi

Buongiorno a tutti! Enews volante con un pensierino dedicato al 4 dicembre di un anno fa.

1. Finito il viaggio in Treno.
Rimangono Sicilia e Sardegna che faremo, non sui binari, tra domani e giovedì. Morale dell’esperienza? Un bagno di umanità bellissimo. Abbiamo imparato a dare un nome alle tante riforme fatte, il nome dei protagonisti del Dopo di Noi, della legge sull’Autismo, del Terzo settore. Chiamarli per nome, non in modo burocratico. E abbiamo tanti appunti scritti per il futuro, con idee e progetti. Sulle pagine facebook, instagram e YouTube tanti video e emozioni del viaggio: diventeranno un libro e un film. Le biciclettate, le partite al calciobalilla al Cottolengo, gli incontri con le aziende in crisi e le richieste di chi sta crescendo, l’ambiente, il cibo, la cultura, le startup: è stato un viaggio incredibile, umanamente fantastico. Io devo solo dire grazie a chi ci ha dato una mano e a chi farà l’ultimo sforzo inviando un sms al 499-499 (stiamo per raggiungere quota 50mila euro grazie a queste semplici donazioni).

2. La Lamborghini e le Fake-News
Oggi la Lamborghini presenta a Bologna un nuovo SUV: più di 500 posti di lavoro e più di un miliardo di investimenti. E fin qui tutto bene. Ma proprio per questo investimento venne fuori una delle più clamorose bufale diventata presto virale: qui trovate il link. C’è chi crea video falsi e c’è chi crea posti di lavoro veri, noi stiamo dalla parte di questi ultimi.

3. Yes, We Care
Il CENSIS fotografa così l’Italia: il Paese va meglio, ma cresce la rabbia, spesso indefinita. Insomma la ripresa c’è. Ma la ripresa non abbassa il rancore, tutt’altro. È un argomento molto interessante e spiega tante difficoltà dell’Italia di oggi. Io penso che dobbiamo continuare a rappresentare la speranza contro la rabbia. Ma per farlo sono necessarie entrambe le cose: liberare le energie di chi vuole provarci e dare una mano a chi resta indietro. In questo senso aver finalmente attuato il Reddito di Inclusione è un passo in avanti. Con una battuta oggi in radio ho detto che dobbiamo mixare tra il messaggio di don Milani “I Care” (mi sta a cuore, ci tengo) e quello obamiano “Yes, we can” (noi possiamo). Meglio non giocare con l’inglese, ma l’espressione giusta della nostra campagna dovrebbe essere: “Yes, we care”. Prendersi cura e dare delle opportunità, valorizzare il merito e garantire gli ultimi. Ne parleremo molto in campagna elettorale. Perché alla fine più andiamo verso la società dell’intelligenza artificiale, più umanità e sociale saranno decisivi.

Pensierino della sera. Il 4 dicembre di un anno fa abbiamo perso il referendum costituzionale. Abbiamo ammesso la sconfitta, mi sono dimesso da Premier e da segretario del PD, siamo ripartiti da zero. Senza indennità, senza immunità, senza vitalizio: un caso più unico che raro nella politica italiana.
Oggi vediamo le conseguenze istituzionali di quel risultato: molte figure del passato sono riemerse e l’incertezza produce il rischio dell’impasse istituzionale.
Ma quando il popolo parla, nessun rimpianto: solo rispetto per il volere della maggioranza.
Voglio però rivolgermi ai milioni che hanno vissuto quella battaglia. A chi quella notte ha pianto. A chi ci ha creduto fino alla fine. A chi in questo anno si è fatto compagno di strada. Vorrei dirvi guardandovi negli occhi: è stato un onore lottare insieme a voi, amici. Il vero privilegio che ho avuto è stato essere al vostro fianco.
Adesso non ripartiamo da zero. Abbiamo una straordinaria base su cui ricostruire. Abbiamo scelto tutti, io con voi, di non mollare anche se qualcuno di noi aveva voglia di farlo. Abbiamo scelto di continuare perché pensiamo che l’Italia non meriti di tornare indietro. Dobbiamo andare Avanti, non indietro. E per questo mai come adesso abbiamo bisogno di voi e del vostro coraggio.
La prossima campagna elettorale sarà una battaglia all’ultimo voto. Anche una piccola percentuale farà la differenza. Gli altri non saranno infatti tutti insieme coalizzati, come al referendum. E allora dovremo organizzarci bene, noi, rovesciando il modello del referendum e mettendo al centro della piramide la base. Ci sono 61.597 seggi elettorali in Italia. Per ciascun seggio avremo bisogno di un responsabile da subito. Non ci bastano i rappresentanti di lista, ma abbiamo bisogno di volontari per ogni singolo seggio per diffondere il materiale cartaceo o social, per aiutarci nella discussione sul programma, per fare campagna dal basso, per contrastare le fake news e la politica fatta di insulti. La più capillare campagna elettorale dal basso che l’Italia ricordi: questo il nostro obiettivo, se ciascuno di voi ci darà una mano.
Ognuno può dare una mano contro il disfattismo e la disinformazione.
A livello economico l’Italia sta meglio di quattro anni fa. Ora è tempo di andare avanti. Chi ha creduto al sogno di un’Italia più semplice non può fermarsi adesso e noi abbiamo bisogno più di prima dell’impegno personale di quel Popolo del Sì, che con il 41% ha perso il referendum ma sarà decisivo per cambiare l’Italia. Contiamo su di voi, amici. Avanti, insieme

Un sorriso,
Matteo
matteo@matteorenzi.it

Chi vuole vedere l’intervista di ieri sera a “Che tempo che fa” clicchi qui

P.S Dopo le dichiarazioni assurde degli SkinHead del Fronte Veneto – quelli che negano l’Olocausto e dicono che Hitler ha fatto cose buone – abbiamo deciso di ritrovarci sabato prossimo a Como per testimoniare la necessità di dare un segnale alle nuove generazioni. Qui trovate la tappa del treno alla Casa dei Fratelli Cervi, qui il simbolo della manifestazione.

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