Democratica

14 nov 2017

Della Redazione Di Democratica

n. 70 martedì 14 novembre 2017
“La loro morte copre uno spazio immenso, in esso uomini di ogni terra non dimenticano Marzabotto” (Salvatore Quasimodo)
Due Italie
Ieri il disastro della Nazionale, oggi un nuovo record di crescita dell’economia italiana. Il ministro Lotti: “Il nostro calcio va rifondato”
ALLE PAGINE 2,3 E 5
CENTROSINISTRA
Il Pd ha sbloccato la situazione, l’intesa può servire a tutti
La Direzione ha avanzato la proposta di un centrosinistra largo che riapre i giochi. Fassino invia i primi segnali per costruire un’alleanza che può convenire a tutte le forze interessate
A PAGINA 4
L’EDITORIALE /1


Il Pil verso il +2%, l’Italia risale le classifiche
Marco Fortis
IIl Pil italiano è aumentato congiunturalmente nel terzo trimestre 2017 dello 0,5% rispetto al secondo trimestre. Un aumento robusto, superato tra i grandi Paesi dell’Unione Europea soltanto da quelli di Germania e Spagna (entrambe a +0,8%), uguale alla crescita francese e migliore dei progressi di Gran Bretagna, Olanda (entrambe a +0,4%) e Belgio (+0,3%). L’aumento tendenziale del PIl italiano è stato dell’1,8% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno: il più forte dal 2011. Ma la notizia forse più significativa è che alla fine del terzo trimestre 2017 la crescita acquisita per l’anno in corso è già pari all’obiettivo del +1,5% fissato dal Governo e alle previsioni di crescita delle maggiori istituzioni internazionali. SEGUE A PAGINA 5
L’EDITORIALE /2

Ventura e Tavecchio, due uomini in fuga
Andrea Romano
“S“Siamo profondamente dispiaciuti per questo fallimento e ce ne prendiamo tutta la responsabilità. Da questo momento siamo entrambi dimissionari dalle nostre cariche. Il calcio italiano ha risorse straordinarie, vive della passione di un intero Paese e siamo sicuri che saprà ripartire anche dopo questa sconfitta”. I quindici milioni di spettatori che ieri sera hanno assistito alla disfatta della Nazionale avrebbero voluto ascoltare queste poche parole da Giampiero Ventura e Carlo Tavecchio: in diretta, di fronte alle telecamere, senza neanche uscire dal campo. SEGUE A PAGINA 2
INNOVAZIONE
Ecco il parco del cibo italiano, parla Farinetti
ALLE PAGINE 6-7
Calcio Fallimento Nazionale
Come si è arrivati all’eliminazione
La partita della svolta è stata la sconfitta contro la Spagna di settembre. Quel cambio di modulo,
fallimentare, e la roboante sconfitta
che va oltre il 3 a 0 subito, ha minato le convinzioni di una
squadra che fino a quel momento
non aveva demeritato. Le successive partite e i continui cambi di modulo hanno fatto vedere la confusione di Ventura, confusione che è continuata anche
nella doppia sfida con la Svezia.
Persa un’altra occasione per stare zitto
L’analisi di Salvini all’eliminazione azzurra: troppi stranieri in Serie A.
I numeri Serie A 53,3% di stranieri, Bundesliga 52,8%, Ligue 1 49,8%, Premier League 67,3%, Liga spagnola 42,9%.
Germania, Inghilterra, Francia e
Spagna si sono qualificate prime
nei rispettivi gironi.
In fuga
dal
disastro

Andrea Romano CONDIVIDI SU
Segue dalla prima

SSi sarebbe trattato di un lenitivo leggero rispetto all’enorme delusione patita da tanta parte del Paese, ma sarebbe comunque stato l’unico passo doveroso e dignitoso dei principali protagonisti della sconfitta
del sistema calcistico italiano. E invece no. La
dignità l’abbiamo vista tutta nel volto e nelle
parole di Gianluigi Buffon, il quale ancora una
volta si è preso sulle spalle un peso non suo,
mentre è ancora assente da chi in queste ore
continua ad arrampicarsi sugli specchi di una
“riflessione più ponderata da svolgere nelle
sedi opportune”. Il calcio e la politica raramen
te vanno d’accordo, ma se c’è un insegnamento
da trarre dal disastro del Meazza è che di fron
te alla sconfitta chi ha un ruolo di comando ha
solo due opzioni: assumersene la responsabili
tà o provare a imboscarsi. Ventura e Tavecchio
hanno scelto una volta per tutte la seconda op
zione, perché i tempi delle decisioni hanno il
loro peso e anche se le loro dimissioni arrivas
sero tra qualche giorno conserveremo comun
que ben chiaro il ricordo della loro assenza nel
momento più difficile. La loro fuga rappresen
ta una triste caricatura del nostro Paese, lonta
nissima dalla realtà di un’Italia dove dignità e
responsabilità sono idee condivise e praticate
ogni giorno dalla stragrande maggioranza dei
nostri cittadini. Per questo ci colpisce la dop
pia immagine di un Buffon che si prende l’one
re di una disfatta non sua accanto all’assenza
della coppia Tavecchio-Ventura, che di quella
disfatta ha posto le premesse negli anni. E’ la
doppia immagine di un’Italia che vogliamo la
sciarci alle spalle accanto a quella di un’Italia
che non si nasconde: anche nei momenti più
amari e alla vigilia di ripartenze difficili.
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Una sberla enorme. Calcio da rifondare

La Nazionale di calcio per la prima volta
in 60 anni non si qualifica per i Mondiali.
I problemi del mondo sono altri, per
carità. Ma dispiace vedere dei bambini
e dei ragazzini in lacrime perché per tutti noi, che amiamo rincorrere una
palla fin dai tempi in cui si giocava in
piazza e si gridava “macchina” quando passava qualche auto, il mondiale è sempre qualcosa di magico. E io capisco le lacrime di quei ragazzini. Ci sono altri leader politici che si sono buttati come sciacalli su questa vicenda a cominciare da Salvini che ha dato la colpa all’immigrazione. Chi conosce il calcio sa che gli argomenti di Salvini sono ridicoli: gli stranieri stanno in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, ovunque e ancora molti di noi hanno nella mente l’immagine della Francia multietnica
campione del mondo nel 1998. Ma
indipendentemente da questo credo che la serata di ieri per alcuni aspetti purtroppo “storica” imponga a tutto il
movimento calcistico una riflessione, in
primis al Presidente Tavecchio e al CT Ventura. Il calcio in Italia è un’emozione fantastica ma mai come in questo momento ha la necessità di essere totalmente rifondato, a cominciare da come stiamo in tribuna nelle partite
giovanili noi genitori fino ai diritti televisivi
e alla promozione del calcio italiano
all’estero. Non partecipare al Mondiale di
Russia è una sberla enorme. Facciamo sì che aiuti tutti a cambiare radicalmente, da subito. Ripartiamo dai volontari dei settori giovanili e da chi crede nella magia di questo sport. Intanto però un pensiero a chi ci ha messo la faccia anche ieri come ha fatto sempre negli ultimi vent’anni e che ieri ha chiuso con la Nazionale: Gigi Buffon. Anche nella disfatta si vede chi è un uomo vero.

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Grazie Capitano, ciao Gigi.
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Calcio Fallimento Nazionale

Gianluigi Buffon 39 anni, 174 presenze Gigio Donnarumma 18 anni, portiere MilanGiorgioChiellini 33 anni, 96 presenze Daniele De Rossi 34 anni, 117 presenze Andrea Barzagli 36 anni, 73 presenze I grandi vecchi in uscita Daniele Rugani 23 anni, difensore Juventus Lorenzo Insigne 26 anni, attaccante Napoli Lorenzo Pellegrini 21 anni, centrocampista Roma I nomi su cui puntare L’ultimo eroe nel buio di San Siro
Stefano Cagelli CONDIVIDI SU
VVincere è una delle cose più difficili del mondo. A livello sportivo ce la fanno in pochi, pochissimi. Pensate a quanti bambini cominciano a fare sport – che in Italia vuol dire, prevalentemente, calcio – con il sogno di diventare forti, ricchi e famosi e a quanti, alla fine, riescono nell’obiettivo. Giocare in Serie A, arrivare in Nazionale, centrare la qualificazione ad una grande competizione come un mondiale di calcio, la manifestazione sportiva più seguita al mondo, è un privilegio riservato a pochissimi. Gigi Buffon, per molti il più grande portiere della storia, di mondiali ne ha giocati cinque, vincendone uno, nel 2006. E’ cresciuto, prima con la maglia del Parma e poi quella della Juventus. Ma è soprattutto con maglia azzurra, di cui è capitano, che è diventato un fenomeno planetario.
Gigi è cresciuto prima come giocatore e poi, soprattutto, come uomo, diventando un modello per i suoi comportamenti in campo, per il rispetto sempre mostrato nei confronti dell’avversario, per l’amore, contraccambiato, che tutti gli italiani non gli hanno mai fatto mancare, a prescindere dalla fede calcistica.
Nella serata più difficile della storia del calcio italiano, una delle più drammatiche dello sport del nostro Paese, Buffon diventa l’unico eroe positivo ad uscire dal campo di San Siro. Nel silenzio dello stadio e in quello dietro il quale si sono nascosti i vertici di questa Nazionale, i principali responsabili del disastro, il capitano ha preso in mano il microfono, ci ha messo la faccia e ha mostrato all’Italia una qualità forse ancora più rara del saper vincere: il saper perdere. Non ha trattenuto le lacrime per il fallimento collettivo e personale (se l’Italia si fosse qualificata sarebbe diventato il primo giocatore della storia a disputare sei campionati del mondo), ma ha mostrato una dignità unica. Ha detto le parole giuste, ha mostrato il suo lato umano. Ha fatto commuovere tutto il Paese – per favore, evitateci la retorica del milionario viziato – quando ha parlato di sé, del gruppo e quei milioni di bambini che ha immaginato a casa, sul divano, delusi per il risultato dell’Italia.
Questa Nazionale, questo Paese, ha bisogno di ripartire da uomini e donne così. Rialzarsi, così, sarà più facile e più bello.
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Politica
Il Pd riapre i giochi sulla coalizione
livello di Piero Fassino (uno che ha fatto il neppure per loro. La rottura fra i due intel-

Mario Lavia CONDIVIDI SU

mediatore dell’Onu sulla Birmania, tanto lettuali del “Brancaccio”, Tomaso Montanari per capirci…) testimonia che Renzi non sta e Anna Falcone, è solo l’ultimo episodio tra-fingendo: e Fassino ha iniziato subito a lavo-gicomico di quello che una certa area può
N
on adoperiamo la parola rare inviando segnali che andrebbero
Renzi: “Chi si tira indietro dall’invito all’unità si assume una pesante responsabilità”
combinare dividendosi all’infinito; ma “trattativa” perché l’altro letti bene. persino il protagonismo dei due giorno un titolo di giornale Per esempio, l’impegno del presidenti delle Camere sem-che conteneva questo termi-Pd “per stabilizzare i lavo-bra istituzionalmente discu-ne ha turbato Bersani. E in ri a tempo indeterminato tibile e sin qui poco pro-effetti, formalmente non è c’è i contratti oggi a tempo
duttivo. Nella confusione nessuna trattativa. Politicamente però la si-determinato”, come ha
che domina il dibattito in tuazione si è rimessa in movimento. Siamo detto l’ex segretario dei
quell’area la proposta di ancora ai segnali ma di fatto il tema della Ds, è segno della dispo-
Renzi può persino a un alleanza larga di centrosinistra da oggi è il nibilità a sedersi a un ta-
salto di razionalità e di film da seguire. Un nuovo film. La Direzio-volo senza tabù, neppu-
chiarezza. Senza dire del ne del Pd ieri ha sbloccato una situazione da re quel jobs act che Renzi
fatto che nei collegi uni-tempo sclerotizzata su un impianto polemi-considera come un asse
nominali rischia di farsi co e di rivalsa anche personale, ed è un bene portante della strategia male: con quale vantaggio? che Matteo Renzi abbia fatto la prima mos-complessiva del Pd (e visti i Il Pd ha battuto un colpo. Il sa. Essendo alle prime battute di una nuo-risultati sul fronte dell’occupa-lavoro è già iniziato con l’area va sceneggiatura, è piovuto subito lo scetti-zione non a torto). Pragmatismo, radicale e europeista, proseguirà cismo di Bersani. E’ sempre così, all’inizio. dunque, e ricerca della soluzione migliore con gli esponenti del centro cattolico demo-Eppure quella del Pd non è una “mission im-per il Paese (impedire la vittoria delle de-cratico. Vedremo cosa succederà. Purché si possible”. Almeno – era questa l’aria di ieri al stre) e anche per se stessi. faccia in fretta senza perdersi più di tanto Nazareno – il gruppo dirigente del Pd ci cre-Già, perché onestamente le convulse vi-nelle liturgie estenuanti delle trattative infide. Aver affidato il compito di trovare una cende delle forze che stanno a sinistra del nite. Fate presto. mediazione a un uomo dell’esperienza e del Pd dimostrano che le cose non sono semplici
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Arrestato candidato M5s in Sicilia Il Pd: “Siamo garantisti, noi”
“Sono un imprenditore turistico di seconda generazione, con un passato da giornalista e scrittore”. Ecco come si presentava sulla
piattaforma Rousseau del M5S Fabrizio La Gaipa, l’imprenditore
di 42 anni arrestato per estorsione e ora agli arresti domiciliari. La Gaipa era candidato alle regionali nella provincia di Agrigento (eccolo
in compagnia di Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Giancarlo
Cancelleri). Al centro dell’indagine le discordanze tra i compensi dichiarati sulla busta paga e le retribuzioni effettivamente consegnate
ai dipendenti. Le verifiche della squadra mobile di Agrigento si sono
concentrate sui contratti di lavoro che legavano la società gestita da Fabrizio La Gaipa e il fratello Salvatore e il personale in servizio all’Hotel Costa Azzurra.Immediate le reazione della politica: oggi arriva in Aula la proposta di legge per la tracciabilità delle retribuzioni proprio per prevenire questi tipi di abuso.
Economia e Difesa
Il Pilverso il +2%
Ciò significa che se anche il quarto trimestre dovesse far registrare un aumento, l’economia italiana a fine 2017 potrebbe anche pro-gredire un po’ di più dello stesso 1,5% che molti ritenevano impos-già dell’1%, anziché dello 0,8% come indicato dalle prime stime, e il debito/Pil scese per la prima volta dal 2007) e ulteriormente confer-matosi nel 2016. Il 2015 fu il primo anno a tempo pieno per il godimento degli 80 euro (circa 800 euro in media all’anno in più in busta paga per 11 milioni di italiani) e in cui furono attuate si-gnificative riduzioni di imposte a favore delle imprese e per il finanziamento e il sostegno degli investimenti. Sempre nel 2015 con le decontribuzioni e il Jobs Act vi fu una impen-nata delle assunzioni di persone con contratti a tempo indeterminato e dell’occupazione in genere. Ne trassero giovamento sia i consumi delle famiglie (che aumentarono del 2,1%) sia gli investimenti fissi lordi (+3%). Il 2016 è stato l’anno della conferma del-la crescita del Pil (+0,9%) dopo lo scatto del 2015. La stabilizzazione degli 80 euro, l’abo-lizione della Tasi sulla prima casa, dell’Imu agricola e sui macchinari imbullonati, il co-stante miglioramento del mercato del lavoro e il super-ammortamento a favore degli inve-stimenti in macchinari e mezzi di trasporto hanno ulteriormente rafforzato la spesa delle spesa pubblica per noi impraticabili). Inoltre, l’Italia ha anche avuto una crescita demo-grafica sfavorevole che non ha certo aiutato il progresso del prodotto totale. Sicché, guar-dando le ultime previsioni della Commissio-ne Europea relative al PIl per abitante si sco-pre che in realtà il nostro Paese non solo ha avuto una ripresa più che discreta ma non è affatto quel “fanalino di coda” della crescita che molti continuano a dipingere anche stru-mentalmente per minimizzare i successi del-le politiche economiche attuate negli ultimi tre anni e mezzo. In realtà, tra le economie del G-6 la graduatoria di crescita del Pil pro capite nel 2017 risulta secondo la Commis-sione Europea la seguente: primo Giappone (+1,7%), seconda Italia (+1,5%), terzi Stati Uni-ti (+1,4 %), quarta Germania (+1,3%), quinta Francia (+1,1%) e ultimo Regno Unito (+0,7%). E’ perciò davvero singolare che dopo aver creato quasi un milione di posti di lavoro (di cui oltre la metà stabili) e aver fatto crescere il Pil totale di quasi il 4% in tre anni e mez-zo, consentendo al Paese di uscire dallo stato semi-comatoso in cui si trovava nel 2013 e di guadagnare significativamente posizioni nel-Marco Fortis Segue dalla prima CONDIVIDI SU
sibile soltanto fino a pochi mesi fa. E conseguentemente sarebbe anche più facile gestire l’aggiustamento dei conti pubblici e negoziarne i profili con Bruxelles.
La crescita del Pil italiano nei primi tre trimestri del 2017 consolida un costante percorso di ripresa iniziato nel 2014, poi accelerato nel 2015 (quando secondo le ultime revisioni dell’Istat il progresso del prodotto fu
famiglie (+1,5%) e gli investimenti fissi lordi (+2,7%).
Da notare che l’intera ripresa dell’economia italiana è avvenuta con i consumi finali della pubblica amministrazione rimasti praticamente agli stessi livelli del 2013 (mentre altri importanti Paesi dell’Eurozona come Germania e Francia hanno potuto far crescere le loro economie con robuste iniezioni di
la graduatoria di crescita del Pil pro capite, ci possa essere chi pretende contro ogni logica una “abiura” delle politiche economiche che hanno consentito tutto ciò. Tali politiche vanno invece assolutamente continuate per dare alla ripresa economica italiana -che dura ormai da 13 trimestri consecutivi – ulteriore continuità e forza.
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Nasce “PeSCo”, la nuova difesa comune europea

Democratica CONDIVIDI SU

ÈÈnata la difesa comune europea. Ventitrè paesi dell’Ue hanno firmato ieri a Bruxelles l’impegno a partecipare alla Pesco, la cosiddetta ‘Cooperazione permanente per la sicurezza’ prevista dal Trattato di Lisbona, primo passo verso un sistema integrato di difesa comune. L’alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, e la mini
stra della Difesa, Roberta Pinotti, l’hanno definita “una giornata storica” per l’Europa. Mentre il portavoce ed il capo di gabinetto di Jean Claude Juncker hanno esultato via Twitter: “La bella addormentata si è svegliata”.
È chiaro il riferimento storico al mattone della difesa comune, che “per 60 anni” (soprattutto per l’opposizione britannica, ma per decenni anche francese) non era mai stato neppure possibile immaginare di mettere nella costruzione europea. Dopo il referendum sulla Brexit diventato realtà in meno di un anno e mezzo. La firma della
cosiddetta “notifica congiunta”, consegnata nelle mani di Mogherini, è solo il primo passo formale per la costruzione di una difesa comune. Il Consiglio Esteri dell’11 dicembre dovrebbe formalizzare la costituzione della Pesco, che dovrà essere approvata a maggioranza qualificata rafforzata. Solo cinque i Paesi che non hanno aderito: oltre alla Gran Bretagna in uscita (che per ha dato il via libera politico, assicurando che non si opporrà) e alla Danimarca, anche Irlanda (che probabilmente si aggiungerà nelle prossime settimane), Malta e Portogallo.
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Pensieri e parole
Il colloquio con Oscar Farinetti
Ecco “Fico”: la nuova scommessa del cibo italiano

Carla Attianese CONDIVIDI SU

UUno spazio grande quanto 14 campi da calcio interamente dedicato all’agroalimentare e al made in Italy: è in due parole la scommessa di Fico, la Fabbrica Italiana Contadina, che domani aprirà le porte
a Bologna. Centomila metri quadri (di cui 80mila coperti), 150 imprese coinvolte, 40 fabbriche per la trasformazione del cibo e 45 tra ristoranti e punti ristoro: sono alcuni dei numeri del parco del cibo immaginato appena cinque anni fa da Oscar Farinetti, che incontriamo per Democratica alla vigilia dell’apertura per parlare della sua nuova scommessa.
Farinetti per Fico lei ha lanciato la previsione di 6 milioni di visitatori l’anno. È un azzardo?
È certamente una scommessa ambiziosa, come tutte le mie scommesse, ma è ragionata. Stiamo inaugurando il più grande attrattore italiano di cibo, non esiste niente di comparabile al mondo. È arrivato per l’Italia il momento di pensare un po’ più in grande, per questo vorremmo che Fico avesse lo stesso potere attrattivo di luoghi come Disneyworld. Lavorando all’estero mi sono reso conto che il cibo italiano può essere un’attrazione straordinaria, le persone in
tutto il mondo vogliono consu
marlo e conoscerlo.
Dunque è vero, come
qualcuno ha detto, che si apre la Disneyworld del cibo?
Ma sarebbe un onore straordinario. Molti italiani hanno la puzza sotto il naso ma negli Stati Uniti, dove le cose più antiche anno 150 anni, si sono inven-
A Fico ci saranno solo prodotti italiani, una grande vetrina per il nostro Paese.
Ci sarà solo Italia e solo il meglio dell’Italia. A Fico si potrà non solo gustare, ma anche vedere come nasce il cibo italiano.
SEGUE A PAGINA 7
100mila metri quadri, 150 imprese, 45 ristoranti, 1000 posti di lavoro: i numeri della Fabbrica Italiana Contadina
tati Pippo e Topolino e su questo
hanno costruito una fortuna. Noi,
con migliaia di anni di storia alle spalle, siamo passati dal primo al sesto posto tra le mete turistiche mondiali. Dobbiamo ritrovare la capacità di innovare.
Pensieri e parole
SEGUE DA PAGINA 6
Un progetto frutto di una collaborazione tra diverse realtà, tra cui il Comune di Bologna, le aziende, casse previdenziali e cooperative.
È stata una bellissima collaborazione tra pubblico e privato, molto pulita e molto vera, dove il pubblico ha messo a disposizione un bene immobile sottoutilizzato (l’area degli ex mercati generali, il cosiddetto Caab) e i privati hanno messo tutti i quattrini. Un’operazione che ha permesso di creare 1000 posti di lavoro a Bologna, che con questa operazione diventa la capitale del cibo italiano, confermando la regione Emilia Romagna come un’eccellenza.
È vero che, grazie al sistema delle royalties sugli incassi, oltre ai colossi a Fico ci saranno anche le piccole imprese?
Verissimo. Abbiamo coinvolto 150 imprese, selezionate in modo corale, che sono la massima espressione della biodiversità italiana. Ci sarà dalla cooperativa della sfogliatine, nata ad hoc per Fico, alla Granarolo, e in mezzo tante imprese medie e piccole.
Cosa risponde a chi ha sollevato polemiche sul ruolo della Randstad e in particolare sugli studenti coinvolti mica finta, l’unica cosa vera è per l’alternanza scuola-che a Fico arriveranno dei lavoro?
pullman ibridi, che coste-Rispondo che è una stu-
ranno 7 euro che servi-pidaggine. Tutte le ore
ranno a coprire i costi di alternanza si svolge-
del servizio. Ai 5 stelle ranno presso le scuole
ripeto quanto già detto: dove si realizzeranno
venissero a visitare Fico, dei filmati girati dai ra-
li invito tutti, e quando lo gazzi nella struttura. Gli
vedranno si convinceran-studenti verranno poi un no che si tratta di qualcosa giorno a Fico per una confe-che porta del bene a Bolo-renza e alla fine del percorso gna. Dovrebbero smetterla di qualche centinaio di loro lavo-criticare delle cose anche buone, rerà per qualche giorno, nel pieno solo perché le ho fatte io. rispetto delle regole, in attività come l’ospitalità e la didattica. Nessuno scaricherà sca-A Fico è collegata una fondazione che si toloni, anche se io ne ho scaricati tanti e non occuperà di educazione alimentare e di mi ha fatto male. sostenibilità, l’argomento del futuro.
una pole-Assolutamente sì, ed è in linea con quanto abbiamo già fatto con gli Eataly circolari e a rifiuti zero. Nel progetto della Fonda-zione sono coinvolte cinque università e lì si faranno dei ragionamenti alti su quanto un nuovo modo di produrre e consumare il
A proposito del progetto che prevede la realizzazione di un tram dalla stazione di Bologna a Fico, i 5stelle di Bologna hanno parlato di un favore fatto a lei…
Ma speriamo di poterlo avere tra 5 anni questo tram. È
Siamo passati dal primo al sesto posto tra le mete turistiche mondiali. Ritroviamo la capacità di innovare
cibo avrà un impatto sulle nostre vite e sul pianeta. In tutti gli Eataly troverà ad accoglierla la frase di Wendell Berry ‘Consumare è un atto agricolo’, perché tutto parte da lì: da sprecare di meno e dalla richiesta di prodotti di qualità e di stagione. La Fondazione sarà dedicata ai frequentatori di Fico e in particolare ai più giovani, già solo per il primo anno prevedo il coinvolgimento di 300mila studenti.
Dal suo osservatorio, come vede l’Italia in questo momento?
È un Paese che ha dei problemi enormi, ma dovremmo smettere di criticare e cominciare a trovare delle soluzioni. Per fortuna ci sono
7.978
sindaci che ogni giorno si sbattono e lavorano per tenere insieme questo Paese.
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2017-11-14
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