Giornalismo O Catechismo?

27 set 2017

Di Vittorio Venditti
(Collaborazione “Vergognosamente” Sarcastica), Di Mario Ricca
(Foto), Presa Da Internet Da Stefano Venditti

Quando La Verità Fa Male

Cupolone

I soliti ritornielli! Mi sa che questa settimana la passiamo tutta intorno ai fatti di Roma. Stavo preparandomi per la consueta catechesi domenicale che questa volta, a meno di non avere il papa morto, verterà sugli sviluppi di quanto già espettorato nella puntata di domenica scorsa a proposito dei conti che in vaticano pare non tornino, quando, nel prendere l’articolo scritto ovviamente da chi non la pensa come me e dopo averne acquisito uno proposto su un altro giornale da un altro professionista che ragiona in maniera diametralmente opposta, m’imbatto nel Blog di Andrea Tornielli, vale a dire, il sito del primo dei due articolisti presi in esame.

Incuriosito, entro in ciò che ci mostra il Lavoro di questo giornalista e mi trovo di fronte a qualcosa che mi aspettavo, ma che normalmente rifiuto di accettare: L’imposizione catechistica del proprio pensiero, con la relativa condanna tendente all’ostracismo, propria di coloro che vogliono aver ragione sempre e comunque, che per fortuna almeno in questo caso non arrivano alla querela vendicatrice: Caso Orlandi: se vero o falso pari sono… | Andrea Tornielli.

Allora è vero: Questo Giornalista, oltre ad esser tale, a differenza di chi ti tedia che è solo blogger e che non potrebbe diventare collega del soggetto del quale sto trattando solamente perché non si sognerebbe nemmeno per scherzo d’iscriversi ad un qualsiasi ordine, la pensa in maniera diametralmente opposta a chi ti sta disturbando. Lui dice che Emiliano Fittipaldi avrebbe dovuto condurre a termine meglio la sua inchiesta. Per la verità, il giornalista dell’Espresso che è stato chiamato in causa ha scritto che il documento su Emanuela Orlandi, o è vero, traendone una conclusione, o è falso, indirizzando chi legge il suo articolo a pensare ad un altro fine da raggiungere.

Cosa contesto io?

Tu che mi leggi da sette anni e non hai ancora deciso di abbandonare queste lerce pagine, avrai chiaro che io ritenga la tua intelligenza alla base del risultato che poi inesorabilmente raggiungo; stando a ciò che vado spulciando da parecchio tempo, mi sa che Emiliano Fittipaldi, in sostanza la pensi come me in merito al lasciare a chi legge il sacrosanto diritto di farsi un’opinione del contenuto dello scritto preso in esame, senza riceverne una, preconfezionata da chi redige quanto poi viene letto. Tornielli, nell’articolo che condanna l’operato di Fittipaldi, ritiene invece che il giornalista, prima di pubblicare la notizia, debba addomesticarla al suo personale pensiero e poi darla in pasto a noi che la leggiamo.

Non si chiama catechismo?

“Salve o regime”! Esplode la nostra Mina vagante! Da chi scrive sotto dettatura vaticana, noi ce lo dobbiamo aspettare, così come rimarremmo sbalorditi se una cosa del genere non accadesse presso altri sistemi di governo che ritengono la democrazia un male da non accettare in casa propria; va però detto, (ed io lo faccio quasi ogni giorno), che questa forma di pseudo mammismo condotto all’ennesima potenza, offende l’intelligenza di chi legge, a vantaggio di certa intellighenzia, propria di ogni forma di dittatura, qualsiasi ne sia il nome che la identifichi. Noi, egregio Dottor Tornielli, pur tenendo nella massima considerazione la sua idea, non la condividiamo, perché rispettiamo chi abbiamo di fronte e si degna di prestare un minimo di attenzione al nostro scrivere.

O questa forma di catechesi è dettata dall’aver detta una verità che fa male?

Arriverà la scomunica?
Arriverebbe seconda!

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